Crisi coronavirus: a rischio 30.000 posti nel settore automotive

Crisi coronavirus: a rischio 30.000 posti nel settore automotive

di Giuseppe Tavera

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settore automotive

Nel mese di marzo, l’Italia ha registrato un forte ribasso nella vendita e nell’immatricolazione di auto nuove e usate.

La situazione spaventa, poiché, una volta terminata la crisi, molte fabbriche potrebbero non essere in grado di tornare alla normalità.

Le incertezze sono tante; la possibilità di non riuscire a ripartire è concreta. Il settore automotive rischia la perdita di oltre 30.000 lavoratori italiani (pari al 20%).

L’allarme giunge direttamente da Michele Crisci, Presidente Unrae:

“Il Covid-19 sta mettendo in crisi l’intera filiera automobilistica. Le aziende non hanno più liquidità, ma le spese continuano.

La ripartenza del settore necessita di 3 miliardi di euro nei prossimi 18 mesi per garantire risultati concreti.

A tal proposito, l’Unrae ha deciso di sostenere attivamente i lavoratori, salvaguardando il settore con operazioni studiate ad hoc.

I servizi pubblici fondamentali continueranno, attiveremo incentivi finalizzati all’acquisto per un ritorno economico”.

L’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) è un’associazione di categoria del settore automotive.

E’ nata nel 1950, è composta da case automobilistiche straniere che distribuiscono autovetture in Italia (inclusi veicoli industriali, autobus, gruppi frigoriferi, rimorchi, caravan ed autocaravan).

L’associazione svolge attività istituzionali legate alla mobilità, collaborando con i principali Enti e Ministeri. Supporta l’intera attività con studi e statistiche di settore.

Questo è il caso del nuovo processo immatricolativo, nato per immatricolare i veicoli tramite la smaterializzazione del Certificato di Conformità, con un collegamento telematico.

Unrae fa parte delle più importanti Associazioni nazionali e delle rappresentanze di impresa, tra cui Confcommercio e Confindustria.

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