Un approccio etico è la chiave del successo per le imprese

di Mirko Cuneo

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Il 2020 è stato un anno complesso ma anche interessante, dal punto di vista economico e produttivo. Le aziende hanno deciso, per provare a contrastare la crisi e affermare il proprio brand nei settori di riferimento, di puntare tutto sull’etica, anche in relazione al business. L’emergenza sanitaria ha spostato i riflettori dai bisogni dei consumatori alle ingiustizie, economiche e sociali, sia in ambito lavorativo che in ambito personale.

Lotta alle aziende che maltrattano i dipendenti

Le aziende e le imprese che hanno in qualche maniera sfruttato i propri dipendenti si sono ritrovate tutte nell’occhio del ciclone, mettendo a rischio la posizione del proprio brand, sotto ogni aspetto.

Il personal branding, che è una pratica fondamentale per le aziende, ruota intorno all’affermazione di un marchio all’interno di un determinato mercato e cerca di fidelizzare il proprio cliente tipo caricando di significato i suoi punti di forza. Perché un branding sia efficace, però, è necessario che ci sia un atteggiamento etico in sottofondo, che dia valore al lavoro e al lavoratore e allo stesso tempo non perda mai di vista i bisogni dei consumatori. Si tratta di un equilibrio molto precario, che però è necessario mantenere, se si vuole sopravvivere in questo tempo critico e complesso in cui viviamo.

Avere un atteggiamento etico non è facile. Ci sono aziende, infatti, che pur di sopravvivere alla crisi hanno spinto gli utenti a circondarsi di beni di conforto potenzialmente inutili o sacrificabili. Il comportamento ideale, invece, sarebbe stato quello di assecondare i loro bisogni reali, puntando tutto su prodotti effettivamente utili e mai superficiali.

Un atteggiamento etico può portare solo positività

Come dice, d’altronde, il fondatore di Mantra Media, Johnny Pawlik:

Aiuta gli altri e le cose buone ti ritorneranno indietro.

Secondo Pawlik, infatti, la sua azienda, Mantra Media, non dovrebbe collaborare mai con realtà che non corrispondono al suo codice etico e comportamentale. Non importa quanto conti il mercato di riferimento e quanti compromessi bisognerebbe accettare pur di sopravvivere, l’etica di un’azienda deve essere sempre al primo posto, sia in riferimento al proprio branding che nei confronti dei consumatori.

Continua, su questo tema, Johnny Pawlik:

Il mondo del marketing è sempre un po’ contorto e se usato nel modo sbagliato può portare a conseguenze piuttosto negative, sia per le imprese che per i consumatori. Questo, però, vale per tutte le cose. Pensiamo a internet, per esempio: è spesso veicolo di messaggi negativi, ma è anche un luogo in cui trovare tantissime cose interessanti, utili e soprattutto etiche.

Bisogna imparare a sfruttare gli strumenti di cui disponiamo, dunque. Per questo l’etica, anche in ambito economico, è fondamentale. È una sfida, ed è tutt’altro che semplice, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare.

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Mirko Cuneo

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