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Google mostrerà gli Ads della concorrenza nelle ricerche locali

di Eleonora Truzzi

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Google sta gradualmente aumentando la monetizzazione per le ricerche locali. Gli Ads in questione sono stati introdotti all’inizio del 2017, ma adesso la società ha deciso di mostrare gli annunci della concorrenza nei profili delle attività commerciali locali.

Gli Ads delle campagne locali sono stati progettati per incentivare le visite alle attività commerciali; queste unità automatizzate funzionano grazie a Google, tramite le funzioni di Ricerca, Maps, GDN e YouTube.

Secondo fonti piuttosto attendibili non sarà possibile pagare per rimuovere gli annunci della concorrenza.

C’è chi sostiene che Google si stia preparando per addebitare la rimozione degli annunci ai proprietari delle attività commerciali. Per ora, però, è stato confermato solamente che alle aziende non verrà chiesto di pagare (né tanto meno potranno farlo spontaneamente) la rimozione dell’annuncio.

Ad aprile Google ha inviato un sondaggio ai titolari delle aziende, chiedendo alcuni suggerimenti per delle caratteristiche e capacità da integrare in Google My Business.

Si trattava probabilmente di un semplice test; tuttavia, tra gli elementi proposti compariva la dicitura “ottenere contatti dai profili concorrenti”.

Secondo gli esperti SEO, Google non dovrebbe pubblicare gli annunci di competitors direttamente sui profili aziendali. Alcuni sostengono, inoltre, che tale mossa potrebbe generare confusione ai danni degli utenti, alla ricerca di attività specifiche.

Viene spesso commesso l’errore di pensare che il profilo Google My Business sia “di proprietà” dell’azienda, ma così non è. Google è il vero titolare, proprio come Facebook possiede e controlla le Fan Page locali della piattaforma. Le aziende dovrebbero aver ben chiaro questo concetto.

Si spera solamente che Google non concretizzi una monetizzazione eccessivamente aggressiva nei confronti delle imprese locali. Il fatto che le aziende non possano pagare per rimuovere gli annunci è un punto positivo, tale mossa apparirebbe altrimenti come una forma di “estorsione”, proprio come accadde per Yelp in passato.

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Eleonora Truzzi

Eleonora Truzzi - Scrivo contenuti per il blog di Mirko Cuneo.

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