Link nofollow: Google lo trasforma in un "suggerimento"
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Google tratterà l’attributo link nofollow come un “suggerimento”

di Giuseppe Tavera

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Google: novità link rel="nofollow"

Giovedì 5 settembre Google ha annunciato che presto l’attributo link nofollow (rel=”nofollow”) non sarà più interpretato come una direttiva ma solamente come un suggerimento per il posizionamento.

Inoltre, Google sta programmando di aggiungere due attributi link, oltre al link rel=”nofollow”, per aumentare il livello di pertinenza al contenuto a cui stai linkando.

Nonostante questo, ogni link con attributo rel=”nofollow” non sarà più tenuto in considerazione da Google nel suo algoritmo di ricerca.

Google ha affermato che è arrivato il momento di far evolvere gli attributi dei link. Per questo, oltre al rel=”nofollow”, arrivano dei nuovi attributi per i contenuti sponsorizzati e gli user-generated content (ugc). Funzionano nel modo seguente:

  • rel=”sponsored”: il nuovo attributo “sponsored” può essere utilizzato per identificare i link sul tuo sito che rimandano a un annuncio pubblicitario, a una sponsorizzazione o ad altri contenuti a pagamento.
  • rel=”ugc”: Google raccomanda l’attributo “ugc” per linkare a contenuti creati dagli utenti, come ad esempio ai commenti o ai post del forum.
  • rel=”nofollow”: l’attributo “nofollow” può essere utilizzato nei casi in cui tu voglia linkare a una pagina ma senza avere nessun tipo di coinvolgimento diretto con il link, incluso il passaggio al posizionamento a un’altra pagina.

Il 2 marzo 2020 Google utilizzerà il rel=”nofollow” per il crawling e l’indexing. Questo significa che Google lo utilizzerà come suggerimento di quello che dev’essere indicizzato o analizzato, ma comunque raccomanda di utilizzare sempre il robots.txt o i meta tags in quel caso.

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Giuseppe Tavera

Giuseppe Tavera - Apprendista influencer. Vecchio sardo brontolone, mi occupo di sviluppo web e blogging per Nextre Engineering e il blog di Mirko Cuneo. Scrivo da quando si spammava su MySpace.

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