Targeting online: il governo Inglese chiede più trasparenza
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Il governo Inglese chiede una regolamentazione più severa riguardo il targeting online

di Giuseppe Tavera

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Targeting online norme più severe

Il Center for Data Ethics and Innovation afferma che il targeting online dovrebbe far parte di qualsiasi nuova legislazione in materia di danni inerenti a Internet.

Uno dei comitati indipendenti sull’intelligenza artificiale dichiara inoltre che le nuove regolamentazioni delle società di social media dovrebbero mostrare una maggiore trasparenza sui processi di targeting.

Il CDEI ha invitato il governo a concentrarsi sul targeting online; il pubblico è preoccupato per il modo in cui viene utilizzata la tecnologia e necessita protezione.

In un recente rapporto in cui vengono analizzati gli atteggiamenti degli utenti sul Web, il valore del targeting risulta molto apprezzato. Sempre più spesso infatti, le piattaforme sfruttano le abitudini online degli utenti per inviare contenuti pubblicitari personalizzati.

Il CDEI ha pubblicato una serie di raccomandazioni nell’ambito della sua ricerca, esortando il governo a trattenere tutte le società che utilizzano il targeting online con poca responsabilità.

Molti utenti non vogliono interrompere il targeting, purché eseguito in modo sicuro e responsabile.

Numerose piattaforme social di alto profilo, tra cui Google e Facebook, utilizzano diverse forme di targeting online per mostrare agli utenti annunci su misura.

Il presidente del CDEI, Roger Taylor ha dichiarato: “Le piattaforme tecnologiche sono in una posizione di potere assoluto. Per creare fiducia nel pubblico, è fondamentale che il governo protegga gli utenti, monitorando i contenuti proposti.”

Tempo fa il governo propose una regolamentazione più rigorosa per le società di Internet, con obblighi legali di varia natura e misure concrete per aumentare la sicurezza sul web. La regolamentazione si concentrava soprattutto sui giovani e sulle persone vulnerabili.

Secondo il rapporto CDEI, solo il 29% delle persone si fida delle piattaforme social. Il 61% degli utenti si è dichiarato a favore di una maggiore supervisione normativa del targeting online.

La dott.ssa Bernadka Dubicka, presidentessa della facoltà per l’infanzia e l’adolescenza del Royal College of Psychiatrists, ha dichiarato: “Siamo pienamente d’accordo sul fatto che nel mondo online debbano esserci maggiore responsabilità, trasparenza e controllo.

È fantastico sapere che il Center for Data Ethics and Innovation si è unito alla nostra richiesta. Il regolatore dovrà costringere le società di social media a consegnare un accesso sicuro dei dati ai ricercatori indipendenti.”

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Giuseppe Tavera

Giuseppe Tavera - Apprendista influencer. Vecchio sardo brontolone, mi occupo di sviluppo web e blogging per Nextre Engineering e il blog di...

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