Se il lavoro è in smart working, chi pagherà le spese dei lavoratori?

Se il lavoro è in smart working, chi pagherà le spese dei lavoratori?

di Luna Saracino

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Smart Working e Spese

Lavorare da casa ha i suoi vantaggi. Consente di gestire meglio l’orario di lavoro e di conseguenza il tempo libero a disposizione. Per i pendolari, consente di evitare la sveglia troppo presto la mattina e il ritorno a casa da lavoro troppo tardi la sera.

Tra le questioni etiche sollevate, però, dai lavoratori, c’è un quesito ricorrente che andrebbe posto, forse, ai dirigenti e agli imprenditori. Se il lavoro sarà sempre in smart working, chi pagherà per le spese vive quotidiane di ogni dipendente? Se i lavoratori non avranno più i buoni pasto forniti dalla propria azienda, chi si farà carico dei consumi durante le ore lavorative? Chi pagherà il caffè, il pranzo, la carta igienica, ma anche la luce, il gas, l’acqua corrente?

Circa 2 euro al giorno per coprire le spese vive dei dipendenti in smart working

Gabrielle Bettonville di NIBUD (associazione olandese specializzata nella ricerca in ambito economico locale) ha dichiarato quanto segue:

Per calcolare queste spese, abbiamo effettuato una stima piuttosto realistica dei costi di una famiglia media. Il calcolo stimato è di circa 2 euro al giorno per dipendente e comprende i costi di riscaldamento, acqua e qualità dell’isolamento dell’abitazione stessa.

Le autorità olandesi hanno già cominciato ad applicare i risultati della ricerca di NIBUD, soprattutto nel calcolo del bonus COVID-19, che ammonta a circa 363 euro e che i lavoratori hanno cominciato a percepire già nel mese di marzo, quando è cominciato il lockdown.

Il calcolo effettuato da NIBUD non riguarda, ovviamente, mobili, computer, telefoni e attrezzature da lavoro di vario tipo, perché dovrebbero essere fornite dai datori di lavoro, se necessario.

L’Olanda è il primo paese ad aver calcolato le spese vive dei lavoratori

L’Olanda è il primo paese in Europa ad aver affrontato la questione così seriamente: la Spagna, per esempio, ha obbligato i datori di lavoro a fornire le attrezzature necessarie ai lavoratori per lavorare in smart working in modo comodo e funzionale. La Germania sta discutendo in questo periodo una legge che regolamenti il lavoro a distanza e i diritti dei lavoratori. La Francia ha approvato una legge che regolamenta l’invio di email durante le ore di lavoro, vietando l’invio di email superato l’orario stabilito. La Gran Bretagna ha proposto ai dipendenti di scaricare dalle proprie tasse tutte le attrezzature da lavoro acquistate per lo smart working durante il picco della pandemia.

Il sindacato dei lavoratori più importante in Olanda, FNV, ha dichiarato quanto segue:

Il comportamento del governo olandese è stato di grande esempio per il resto d’Europa. Il nostro obiettivo è cercare di far ottenere i compensi calcolati da NIBUD a tutti i dipendenti che ne hanno il diritto.

Sarebbe utile, oltre che importante, estendere la questione a tutta l’Europa, così come prevedere un’indennità per tutti i lavoratori che da oggi in avanti dovranno lavorare in smart working vita natural durante.

Questa notizia sono sicura che accolga opinioni contrastanti, qual è la tua in merito? Scrivila nei commenti!

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Luna Saracino

Scrittrice per passione, lavoro ed esigenza, ho capito che riuscivo a esprimermi su carta più che a voce da piccolina, quando ho chiesto a ...

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