Come sfruttare l’AI per il tuo business?

di Mirko Cuneo

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Per anni l’intelligenza artificiale (AI) è sembrata qualcosa da film di fantascienza o, al massimo, una tecnologia riservata ai colossi della Silicon Valley. Oggi non è più così. L’AI è uscita dai laboratori ed è entrata nelle aziende di tutti i giorni: PMI, liberi professionisti, startup, e-commerce, studi professionali.

Capire come sfruttare l’AI per il tuo business è un vero fattore competitivo. In un mercato in cui i margini si assottigliano, i clienti sono sempre più esigenti e i processi diventano complessi, chi riesce ad automatizzare, analizzare e decidere più velocemente parte con un vantaggio reale.

Le aziende stanno già usando l’AI per:

  • automatizzare attività ripetitive e a basso valore aggiunto,
  • migliorare le decisioni strategiche grazie ai dati,
  • ridurre errori umani e tempi morti,
  • personalizzare comunicazione, offerte e assistenza clienti,
  • rendere più efficienti processi amministrativi, viaggi aziendali, controllo dei costi.

Le analisi di realtà come Concur mostrano chiaramente come l’AI stia rivoluzionando in particolare finanza, note spese, business travel e gestione amministrativa, settori spesso considerati “noiosi” ma che assorbono tantissime risorse se gestiti in modo tradizionale.

Quali sono i vantaggi dell’utilizzo dell’AI per il tuo business?

L’AI non è una bacchetta magica, ma quando viene implementata con criterio genera benefici spesso tangibili già nei primi mesi. Ecco i principali.

1. Riduzione dei costi operativi

Molte attività aziendali sono ripetitive, lente e soggette a errore umano: pensiamo a inserimenti dati, controlli incrociati, gestione documenti, piccola contabilità, ticket di assistenza di primo livello.

L’AI può occuparsi di:

  • riconoscere e classificare documenti (fatture, scontrini, ricevute),
  • compilare campi in modo automatico,
  • evidenziare incongruenze o anomalie,
  • smistare richieste ai reparti corretti.

In tanti casi, le aziende che automatizzano processi amministrativi e di back-office riescono a ridurre significativamente i costi operativi e, soprattutto, a liberare tempo per attività più strategiche: sviluppo prodotti, relazione col cliente, analisi di mercato.

2. Miglioramento della qualità delle decisioni

Un imprenditore o un manager prende ogni giorno decisioni su:

  • prezzi,
  • fornitori,
  • campagne marketing,
  • investimenti,
  • risorse da allocare.

L’AI è in grado di analizzare enormi quantità di dati in tempi minimi, individuando pattern che spesso sfuggono all’occhio umano. Questo si traduce in:

  • previsioni di vendita più accurate,
  • migliore gestione di magazzino,
  • identificazione tempestiva di trend in crescita o in calo,
  • maggiore controllo dei rischi.

È l’applicazione pratica di ciò che Mirko Cuneo descrive quando parla di imprenditorialità “data-driven”: non un imprenditore che decide “a sensazione”, ma uno che usa le informazioni per anticipare il mercato.

3. Personalizzazione dell’esperienza cliente

Oggi il cliente non vuole solo comprare: vuole sentirsi riconosciuto e capito.

Strumenti di AI permettono di:

  • analizzare il comportamento degli utenti sul sito o sull’e-commerce,
  • suggerire prodotti in base agli acquisti precedenti (sistemi di raccomandazione),
  • inviare email e messaggi altamente personalizzati,
  • gestire chatbot capaci di rispondere in tempo reale alle domande più frequenti.

Il risultato è un’esperienza molto più vicina alle aspettative delle persone: meno comunicazioni generiche, più messaggi su misura.

4. Automazione dei processi interni

L’intelligenza artificiale può portare valore anche “dietro le quinte”, in tutte quelle attività che il cliente non vede ma che determinano efficienza e redditività:

  • Risorse Umane: analisi CV, pre-screening dei candidati, onboarding personalizzato.
  • Logistica: previsione delle scorte, ottimizzazione dei percorsi di consegna.
  • Manutenzione: interventi programmati in base alle reali condizioni dei macchinari (manutenzione predittiva).

Come sottolineano diverse analisi di settore, sono proprio questi ambiti interni che spesso generano i benefici più rapidi in termini di risparmio.

5. Aumento della produttività complessiva

L’AI non sostituisce automaticamente le persone, ma le potenzia:

  • elimina compiti ripetitivi,
  • fornisce informazioni organizzate,
  • riduce il margine di errore,
  • permette di gestire più attività in meno tempo.

Così il team può concentrarsi su ciò che fa davvero la differenza: creatività, strategia, relazione, negoziazione, innovazione.

Identificare le aree chiave per integrare l’AI

Prima di acquistare qualsiasi software o app, è fondamentale chiedersi: “Dove l’AI può portare il massimo valore nel mio business?”

Implementare l’AI solo perché “va di moda” è il modo più rapido per buttare soldi. Ecco alcune aree tipicamente ad alto impatto.

Area 1 – Amministrazione e contabilità

Qui l’AI può:

  • leggere e classificare automaticamente fatture e ricevute,
  • gestire le note spese dei dipendenti (estrarre dati da scontrini, categorizzarli, abbinarli ai centri di costo),
  • velocizzare la conciliabilità tra pagamenti, fatture e movimenti bancari,
  • generare report periodici pronti per la direzione o il commercialista.

Soluzioni come quelle analizzate da Concur mostrano come l’adozione di AI in questo ambito riduca errori e tempi di gestione in maniera molto significativa.

Area 2 – Vendite e marketing

L’AI qui è particolarmente potente:

  • segmentazione dinamica dei clienti,
  • previsione dei tassi di risposta di una campagna,
  • ottimizzazione automatica di budget pubblicitari,
  • generazione di contenuti di supporto (testi, varianti di annunci, oggetti email).

Attraverso il cosiddetto social listening, l’AI può analizzare conversazioni online per capire cosa si dice del tuo brand o dei tuoi competitor, permettendoti di reagire in anticipo.

Area 3 – Customer service

Chatbot e assistenti virtuali evoluti permettono di:

  • rispondere 24/7 alle domande frequenti,
  • smistare i ticket agli operatori umani più adatti,
  • raccogliere dati sulle richieste più frequenti,
  • ridurre i tempi di attesa percepiti dal cliente.

In questo modo gli operatori umani possono dedicarsi ai casi più delicati o complessi, dove l’empatia fa la differenza.

Area 4 – Operations e logistica

In ambito operativo l’AI può:

  • prevedere l’andamento della domanda,
  • ottimizzare la gestione del magazzino,
  • ridurre rotture di stock e surplus,
  • migliorare la pianificazione delle consegne.

Per chi ha una componente fisica rilevante (produzione, distribuzione, retail), questi interventi possono impattare direttamente sui margini.

Area 5 – Risorse Umane

L’AI è sempre più utilizzata per:

  • analizzare CV in modo rapido,
  • individuare competenze chiave,
  • suggerire candidati più idonei,
  • supportare piani di formazione personalizzati,
  • valutare le performance nel tempo con dati oggettivi.

Naturalmente, va usata con attenzione per evitare bias e discriminazioni, ma può diventare un grande alleato nella gestione del capitale umano.

Come stabilire obiettivi chiari per l’uso dell’intelligenza artificiale

“Voglio usare l’AI” non è un obiettivo. È un’intenzione vaga. Per ottenere risultati serve una rotta precisa.

1. Definisci obiettivi misurabili

Un buon obiettivo di AI dovrebbe rispondere a queste domande:

  • Cosa voglio migliorare? (es. “tempo di gestione note spese”)
  • Di quanto? (es. “ridurlo del 30% in 12 mesi”)
  • Come lo misurerò? (es. ore/uomo risparmiate, numero di ticket, costi).

Gli obiettivi SMART (Specifici, Misurabili, Accessibili, Rilevanti, Tempificati) funzionano molto meglio del generico “digitalizzare l’azienda”.

2. Allinea l’AI alla strategia aziendale

L’AI non deve vivere in un mondo parallelo, ma sostenere i tuoi obiettivi principali:

  • Vuoi crescere? Concentrati su marketing e vendite;
  • Vuoi ridurre i costi? Parti da amministrazione, operations e logistica;
  • Vuoi migliorare il prodotto/servizio? Usa l’AI per analisi feedback, test, simulazioni;
  • Vuoi gestire meglio l’azienda, come spiegato in Come gestire un’azienda di Mirko Cuneo? Usa l’AI per ottenere cruscotti chiari su costi, performance e processi.

3. Coinvolgi da subito i reparti interessati

Un progetto AI calato dall’alto rischia di incontrare resistenza. Per evitare questo:

  • spiega il perché della scelta,
  • ascolta dubbi e perplessità,
  • includi le persone nei test pilota,
  • definisci insieme a loro i KPI da monitorare.

Best practice per un’implementazione efficace dell’AI

Una buona idea, senza metodo, si trasforma facilmente in un progetto fallito. Ecco alcune buone pratiche.

1. Inizia in piccolo ma in modo concreto

Scegli:

  • un solo processo,
  • un solo reparto,
  • un solo problema da risolvere.

Ad esempio: ridurre il tempo medio di risposta alle email di assistenza, oppure automatizzare la registrazione delle note spese. Parti da lì, impara, poi estendi.

2. Sfrutta strumenti già esistenti

Non è necessario sviluppare da zero il tuo sistema di intelligenza artificiale. Oggi esistono:

  • CRM con moduli di AI integrati,
  • piattaforme per note spese intelligenti,
  • software di automazione marketing con algoritmi di ottimizzazione,
  • chatbot configurabili senza dover scrivere codice.

Questo ti permette di partire rapidamente, testare e capire cosa funziona.

3. Misura e confronta

Ogni progetto AI dovrebbe includere un “prima e dopo”:

  • quanti ticket gestivi manualmente?
  • quanto tempo richiedeva una certa attività?
  • quanti errori di inserimento dati avevi ogni mese?

Solo così puoi capire se l’investimento sta producendo il ritorno atteso.

4. Migliora continuamente

L’AI non è un progetto “one shot”. Una volta introdotta:

  • osserva i risultati,
  • chiedi feedback agli utenti interni,
  • correggi regole, parametri, flussi,
  • valuta nuove integrazioni.

Come evitare errori nell’implementazione dell’AI

Molte aziende non sfruttano appieno l’AI non perché la tecnologia non funzioni, ma per errori di approccio.

Errore 1 – Seguire la moda senza strategia

“Lo fanno tutti, facciamolo anche noi”. Senza obiettivi chiari, rischi di pagare licenze costose e non cambiare nulla nei processi.

Errore 2 – Pensare che l’AI sostituisca le persone

L’idea “metto l’AI e licenzio metà del personale” non solo è pericolosa, ma quasi sempre irrealistica.

I risultati migliori nascono da una collaborazione uomo + macchina, dove l’AI svolge i compiti ripetitivi e l’essere umano quelli di valore.

Errore 3 – Ignorare la qualità dei dati

Dati incompleti, duplicati, vecchi o incoerenti portano a:

  • analisi sbagliate,
  • previsioni non affidabili,
  • decisioni rischiose.

Prima di parlare di AI, molte aziende dovrebbero lavorare su pulizia, organizzazione e governance dei dati.

Errore 4 – Aspettarsi risultati immediati

Come ogni cambiamento, l’AI richiede:

  • tempo per l’adozione,
  • test e aggiustamenti,
  • formazione.

Il rischio è dichiarare “non funziona” dopo poche settimane, quando in realtà serviva solo più tempo per rodare il sistema.

Formare il team sull’uso dell’intelligenza artificiale

La tecnologia da sola non basta: serve un team che sappia usarla.

1. Costruire un piano di formazione continua

Ogni reparto dovrebbe avere:

  • una chiara panoramica degli strumenti di AI a disposizione,
  • indicazioni pratiche su come usarli,
  • esempi concreti collegati al lavoro quotidiano.

Non basta fare un corso iniziale: l’AI evolve in fretta, quindi servono aggiornamenti periodici, brevi e mirati.

2. Creare una cultura dell’innovazione

Per l’imprenditore è molto importante creare un ambiente aperto al cambiamento.

Questo significa:

  • non punire gli errori “di sperimentazione”,
  • premiare chi propone miglioramenti,
  • lasciare spazio alla curiosità.

3. Coinvolgere e non imporre

Se i collaboratori vedono l’AI come un nemico o una minaccia, sarà più difficile ottenere risultati. È indispensabile spiegare:

  • cosa cambia nel loro lavoro,
  • quali attività verranno alleggerite,
  • quali nuove competenze potranno sviluppare.

AI e imprenditorialità: un nuovo modo di pensare

Per chi sta costruendo la propria impresa, l’AI non è solo un tool operativo ma un nuovo modo di leggere il business.

Vuol dire:

  • basare le decisioni sui numeri, non solo sulle sensazioni,
  • usare l’innovazione come leva continua,
  • essere proattivi e non reattivi di fronte ai cambiamenti del mercato.

Equilibrio tra controllo e delega

Nella gestione di un’azienda, uno dei punti chiave è l’equilibrio tra controllo e delega.

L’AI ti aiuta proprio qui:

  • ti fornisce indicatori chiari, aggiornati e leggibili,
  • ti permette di delegare il “lavoro sporco” dei calcoli e delle verifiche,
  • ti lascia più margine mentale per visione, strategia e leadership.

Conclusione

Sfruttare l’intelligenza artificiale non significa diventare una “tech company”, ma diventare un’azienda più:

  • efficiente,
  • consapevole,
  • veloce nel reagire,
  • capace di prendere decisioni migliori.

L’AI può:

  • ridurre costi e tempi,
  • migliorare il servizio clienti,
  • supportare il marketing e le vendite,
  • ottimizzare la gestione interna,
  • rendere più semplice il lavoro quotidiano di imprenditori e collaboratori.

Che tu stia avviando una nuova impresa, cercando di gestire meglio quella che hai o sviluppando la tua imprenditorialità personale, l’intelligenza artificiale può diventare la leva che moltiplica i tuoi sforzi.

Il consiglio pratico?

  1. Parti da un problema concreto.
  2. Definisci obiettivi chiari.
  3. Scegli strumenti accessibili.
  4. Forma il team.
  5. Misura i risultati e scala ciò che funziona.

Nel mondo del 2026, veloce, competitivo e guidato dai dati, chi saprà integrare l’AI nel proprio modo di fare impresa non avrà solo un vantaggio: avrà molte più possibilità di avere un futuro stabile e profittevole.

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Mirko Cuneo

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