Team Leader: 3 modi per stimolare e trattenere i collaboratori

Una caratteristica dell’uomo è sbagliare. Allora perché ogni Team Leader pretende di essere sempre perfetto davanti ai membri della propria squadra?

Qual è il comportamento più giusto che deve tenere un team leader o il capo di un’azienda per stimolare e trattenere i propri collaboratori?

Le persone non vogliono avere a che fare con dei robot o degli automi che sembrano vivere di solo lavoro, senza mai fare o ammettere nemmeno un piccolo errore. Credo che ognuno di noi vorrebbe lavorare con capi professionali, abili ma anche empatici. Appassionati sì del proprio lavoro, capaci di trasmettere il medesimo sentimento alla squadra, ma che mostrino anche il proprio lato umano e che colmino strada facendo le proprie lacune.

Non è più il tempo di quei capi che si comportano da patriarchi, che si vogliono mostrare infallibili, che sono eccessivamente rigidi. Io stesso ho voluto impostare la mia azienda in modo differente dalle vecchie imprese di stampo tradizionale. Ma ci sono molti dei miei colleghi che ancora sono rimasti fortemente legati alle proprie abitudini e non intendono cambiare atteggiamento.

Il team leader di oggi si deve plasmare seguendo le regole imposte dalla trasformazione digitale. Infatti, il cambiamento della digitalizzazione, si sa, non ha portato solo all’adozione delle tecnologie più innovative. È mutato anche il modo stesso di condurre e gestire le aziende, i team, l’intero ambiente di lavoro.

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Si unisce alla forza lavoro attuale, anche la nuova Generazione Zeta, che ha altre prerogative e un altro tipo di mentalità. I componenti di questa generazione digitale attribuiscono maggior valore all’apertura mentale, all’inclusione e all’autenticità al di sopra di altri fattori. Quando scelgono che ambiente di lavoro, prediligono che sia un luogo creativo, variegato, professionale ma che stimoli sia dal punto di vista lavorativo che personale.

3 modi in cui un Team Leader stimola i collaboratori

Come dicevo, io sono il CEO di un’azienda italiana in cui diverse generazioni si trovano a confronto. Ho provato sulla mia pelle quello che sostengo essere il più efficace approccio di leadership. I miei collaboratori vogliono team leder che siano autentici, che si comportino da esseri umani senza ostentare certezze che non hanno. Un team leader deve saper anche essere sé stesso e non mostrarsi come un’entità infallibile sempre e comunque. I collaboratori che non vedono i loro leader come autentici tendono ad essere meno coinvolti nel lavoro e questo può portare ad una diminuzione della produttività. Non sempre lo stipendio è il discrimine per decidere se rimanere o meno in un determinato posto di lavoro. Le nuove generazioni non si accontentano, vogliono lavorare in ambienti freschi e stimolanti che gli permettano di fare esperienze significative.

Per mantenere i migliori talenti, ogni team leader deve essere una guida autentica nel lavoro e per la loro formazione professionale. Voglio condividere con voi 3 principi fondamentali che vi aiuteranno a sviluppare uno stile autentico di leadership e che credo proprio che i vostri collaboratori potranno apprezzare.

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Pensate alla crescita dei collaboratori

Cosa apprezza, la Generazione Zeta, sopra ogni cosa un team leader? La risposta della maggior parte degli appartenenti a questa generazione è stata: onestà e integrità. Ma subito dopo viene la capacità di essere mentore e formatore. Ragazzi e ragazze di oggi, i nuovi lavoratori, non vogliono solo portare a termine le attività quotidiane, ma desiderano imparare. La voglia di apprendere e crescere è, oggi forse più che mai, largamente diffusa tra i giovani. Anche questa attitudine è stata portata dalla digitalizzazione che mette a disposizione degli strumenti per la continua e immediata informazione. Il team leder che prende in seria considerazione lo sviluppo professionale delle persone che lavorano con lui darà un vero e proprio valore aggiunto all’intero ambiente aziendale. Inoltre, sarà guardato con maggiore rispetto e stima da parte dei collaboratori.

Certo il pensiero che sorge è che la risorsa che viene formata poi decide di andarsene. Ovviamente è una cosa che può capitare per una miriade di motivi: altre opportunità, una visione futura personale che si discosta da quella dell’azienda, ecc. Detto questo, un team leader deve pensare alla crescita dei dipendenti per altrettante motivazioni. Per prima cosa non è pensabile di mantenere basse le capacità di una persona per paura che se ne vada, questo non è un buon atteggiamento. In secondo luogo, se questa persona rimane nella vostra azienda non sarà sufficientemente preparata per nuove responsabilità. Infine, da non sottovalutare assolutamente, se un vostro collaboratore si sente soddisfatto del posto in cui si trova, perché dovrebbe andarsene?

In ogni caso, un team leader che investe sui propri dipendenti contribuisce anche alla crescita dell’attività stessa e alla diffusione di una positiva cultura aziendale. Veicolando questa immagine della vostra azienda molti altri talenti saranno attirati e invogliati a lavorare con voi.

Accettate le prove e i possibili errori

La trasformazione digitale stessa implica necessità di sperimentare per trovare le strade giuste. Ogni prova, seppur ben studiata, può portare a qualche errore o fallimento. Se date, come team leader, la libertà ad un vostro collaboratore di provare un nuovo approccio, poi non punitelo se il suo tentativo fallisce. Certo, valutate gli errori insieme e vedete cosa poteva essere fatto in modo diverso. Questo è l’approccio che serve al miglioramento e alla crescita.

La maggior parte delle aziende di oggi dice di dare priorità all’innovazione, ma sono poche quelle che la accettano veramente. Purtroppo ogni tentativo porta con sé una percentuale di fallimento. Il trucco è imparare da ogni errore e fare meglio. Se i dipendenti si sentono rimproverati duramente, anche indirettamente, nel caso di qualche passo falso, tenderanno a non osare più e questo porta ad una staticità interna all’attività.

Un buon team leader deve avere e creare negli altri una mentalità volta alla crescita (Growth Mindset), che metta le persone in condizione di avere nuove idee e sperimentare. Questo significa anche dover predisporre una parte di budget come investimento volto all’innovazione.

Quando i collaboratori di sentono liberi di esplorare nuove vie, si innescano in loro meccanismi mentali sempre più brillanti.

Ascoltate le critiche e fornite feedback

Anche se siete team leader e, quindi, avete sicuramente più conoscenze rispetto agli altri, non dimenticatevi che non siete onniscienti. Ci possono benissimo essere cose che un capo di azienda non conosce bene e, in questi casi, non fate finta di saperle lo stesso. I vostri collaboratori sono felici di potervi fornire delle informazioni nuove. Questo fa sentire loro stessi orgogliosi di poter essere utili e apprezzati. Dunque, apprezzateli!

Un team leader che ammette le proprie lacune e si mostra pronto a colmarle prendendo in considerazioni ciò che dicono gli altri non viene sottovalutato, anzi proprio il contrario. Come dicevo all’inizio dell’articolo, siamo esseri umani e, in quanto tali, non possiamo sapere tutto di tutto. Il ruolo di un collaboratore è anche quello di poter essere un supporto e di contribuire alla crescita culturale nel suo complesso. Il bello di lavorare in squadra è di poter condividere idee, opinioni e conoscenze, in modo da creare un circolo virtuoso di sapere.

D’altra parte, un team leader deve anche essere di esempio e saper dare i consigli che i dipendenti chiedono. Perché è proprio il ruolo del leader quello di essere la persona a cui gli altri si rivolgono per ricevere delle indicazioni. I dipendenti guardano ai loro leader come rappresentazioni della loro azienda. Offri alle persone che lavorano con te la leadership autentica che meritano e manterrai i migliori talenti nella tua squadra.

Conclusione

Chi ha detto che essere un team leader è facile? È un ruolo impegnativo in cui ci sono tante soddisfazioni, ma anche moltissimo impegno e difficoltà, soprattutto di gestione. Non è sempre una cosa semplice entrare in relazione con gli altri, anche perché non con tutti siamo destinati ad andare d’accordo. Ma seguendo questi semplici consigli è possibile allenare la propria leadership per affrontare al meglio le situazioni che si mostrano.


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