Apple fa alcune modifiche alla revisione di Siri dopo le accuse del The Guardian

Apple ha deciso di attuare alcune modifiche al sistema di revisione audio di Siri (conosciuto come “grading”) per tutti i suoi dispositivi.

La revisione dell’audio diventerà un’opzione esplicita a cui bisognerà acconsentire tramite opt-in e l’aggiornamento del software coinvolgerà ogni utente di Siri.

Non finisce qui; gli audio opt-in potranno essere esaminati esclusivamente dai dipendenti Apple, non dai collaboratori esterni, al fine di salvaguardare gli standard di sicurezza dell’azienda.

Apple ha recentemente pubblicato un post dove spiega dettagliatamente alcune caratteristiche riguardanti la privacy di Siri, fattori poco conosciuti in precedenza poiché riportati esclusivamente nei white paper.

Ammettiamo le nostre colpe e chiediamo scusa; ci siamo resi conto di non essere stati in grado di mantenere i nostri standard. Abbiamo interrotto il programma di valutazione di Siri, che resterà in stand by fino al prossimo autunno, quando gli aggiornamenti dei software saranno disponibili per tutti gli utenti Apple.

Quali sono le tanto discusse modifiche di Siri?

1) Apple non conserverà più le registrazioni tra utenti e assistente vocale; verranno tuttavia utilizzate le trascrizioni generate dal PC al fine di migliorare il servizio.

2) Gli utenti potranno decidere autonomamente se contribuire al miglioramento di Siri campionando le proprie richieste. Tale azione potrà essere annullata in qualsiasi momento. Apple precisa di voler rispettare i dati privati, grazie agli altissimi controlli sulla privacy.

3) Gli utenti che decideranno di partecipare all’analisi verranno ascoltati esclusivamente dai dipendenti interni dell’azienda. Il team si impegnerà a eliminare qualsiasi registrazione partita in modo involontario.

Le modifiche di Siri si concretizzeranno solo quando l’aggiornamento del software sarà disponibile su tutti i sistemi operativi.

Quando gli utenti aggiorneranno il proprio smartphone potranno utilizzare Siri in massima sicurezza, evitando che orecchie indiscrete ascoltino eventuali richieste rivolte all’assistente vocale (come successo in passato secondo il giornale The Guardian).

Apple continuerà tuttavia a utilizzare le trascrizioni anonime generate dalle domande poste a Siri, con lo scopo di allenare i motori di apprendimento automatico. Gli scritti non verranno in nessun modo letti da dipendenti esterni all’azienda.


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