Facebook ci stupisce ancora con un progetto che leggerà le menti umane

Facebook acquisisce una start up che ci permetterà di controllare il computer con la mente

di Eleonora Truzzi

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Facebook acquisisce una start up che ci permetterà di controllare il computer con la mente

Facebook acquisisce la tecnologia Astart-up, che costruisce interfacce per computer in grado di leggere la mente umana. Il gigante dei social media si prefigge un nuovo obiettivo: creare un collegamento concreto tra uomo e macchina.

CTRL Labs, società con sede a New York che ha raccolto 67 milioni di dollari in finanziamenti da aziende come Amazon e Spark Capital, ha creato un braccialetto che intercetta i segnali del cervello,  trasmettendoli alle mani per controllare tastiere e mouse virtuali.

Il leader dei social media lavora a progetti simili da quasi 4 anni; leggere le menti umane è lo scopo finale del progetto, sia attraverso gli studi interni del team, che con il finanziamento della ricerca universitaria sulle interfacce cervello-computer (BCI)

“Creeremo metodi naturali e intuitivi per interagire con i dispositivi e la tecnologia”, dichiara il vicepresidente della realtà aumentata e virtuale di Facebook, Andrew Bosworth.

“Proprio per questo motivo abbiamo deciso di acquisire CTRL Labs. Si unirà al nostro team di Facebook Reality Labs. Vogliamo costruire una tecnologia su larga scala e introdurla rapidamente nei prodotti di consumo. ”

Il fondatore di CTRL Labs, Thomas Reardon, nonché uno dei creatori originali di Microsoft Internet Explorer, si unirà al gruppo di ricerca di Reality Labs di Facebook, contribuendo allo sviluppo delle cuffie per realtà virtuale e degli occhiali per la realtà aumentata.

Il prodotto di punta della start-up è un braccialetto che bypassa il complesso groviglio di segnali prodotti dal cervello umano, ascoltando nello specifico quelli inviati alle mani tramite il sistema nervoso. La tecnologia consente agli utenti di digitare parole su tastiere immaginarie, semplicemente muovendo le dita in aria.

L’interesse di Facebook per i BCI risale al 2015, anno in cui commissionò ad un’agenzia di neuromarketing (chiamata SalesBrain) di monitorare le risposte mentali prodotte dagli utenti in base ai diversi tipi di pubblicità proposti.

Due anni dopo, Facebook rivelò alla stampa di avere 60 persone al lavoro sui BCI, con l’obiettivo di creare un sistema di lettura della mente in grado di farci scrivere cento parole al minuto.

Il mese scorso la società ha inoltre finanziato un team dell’Università della California di San Francisco, noto per i suoi programmi di ricerca medica, per costruire un sistema di lettura mentale studiato per  aiutare a comunicare le persone affette da paralisi.

Alcuni esperti avvertono che i BCI saranno potenzialmente pericolosi per la nostra privacy, poiché gli utenti daranno ai creatori un accesso praticamente illimitato al cervello umano.

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Eleonora Truzzi

Eleonora Truzzi - Scrivo contenuti per il blog di Mirko Cuneo.

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