E-commerce: cosa serve per aprirlo e quanto costa

di Mirko Cuneo

clock image12 minuti

aprire ecommerce

Se vuoi aprire il tuo sito e-commerce stai seguendo uno dei trend più interessanti per chiunque voglia fare impresa. Le modalità di acquisto dei consumatori stanno completamente cambiando e, complice la pandemia, il commercio elettronico ha conquistato una fetta di mercato enorme.

Per cui, se vuoi iniziare a vendere prodotti e servizi online sei sulla strada giusta per il successo.

Tuttavia prima di partire con la creazione del sito o con la selezione dei prodotti da inserire in catalogo, ti consiglio di prenderti il tempo giusto per analizzare il tuo progetto e considerare ogni aspetto.

Cosa ci vuole per vendere online? Basta creare un sito internet, no?

Non è esattamente così. Molte persone pensano che la vendita online si limiti alla creazione di un sito, in cui proporre degli articoli o i propri servizi. Ma il commercio elettronico è un modello di business molto più complesso e la realizzazione del sito rappresenta una delle fasi principali.

Per avere chiarezza bisogna prendere in considerazione il target, la tipologia di e-commerce da costruire, gli aspetti burocratici, la gestione del magazzino e l’organizzazione della logistica, i pagamenti, il budget disponibile. Per quanto riguarda la creazione del sito, comprende la scelta dell’hosting e del nome del dominio, le fasi di sviluppo e il marketing.

Ognuna di queste voci incide inevitabilmente sui costi, che sono il risultato di ogni singolo intervento.

Qui ti spiegherò quali sono i passi concreti da fare per aprire il tuo sito e-commerce e quali sono i costi da affrontare. Partiamo?

Se, invece, vuoi agire subito concretamente per la creazione o l’ottimizzazione del tuo e-commerce, clicca il pulsante qui sotto e prenota la tua consulenza personalizzata. Valuteremo insieme le soluzioni più adatte al tuo progetto.

Che cosa si intende per e-commerce

Ad oggi è difficile trovare qualcuno che non abbia mai effettuato acquisti online o che non abbia idea di cosa sia il commercio elettronico, ma per inquadrare in modo professionale questo modello di business voglio darti una definizione di e-commerce molto più precisa:

e-commerce è l’abbreviazione di electronic commerce, che si traduce in italiano proprio come commercio elettronico. Il termine si riferisce all’acquisto e alla vendita di beni e/o servizi tramite Internet, dove il cliente trasferisce i suoi dati e imposta le modalità per effettuare il pagamento.

Dalle statistiche e-commerce relative al 2021, sono state circa 2,14 miliardi le persone che hanno comprato prodotti online nel corso dell’anno e la crescita non tende certo a diminuire. Tuttavia la storia della vendita online è iniziata molto tempo prima e ha impiegato quasi trent’anni a raggiungere questo livello.

I primi scambi online risalgono agli anni ‘90, quando venne venduto il primo CD musicale (due amici si scambiarono un CD musicale di Sting tramite Internet), PizzaHut propose la sua prima pizza large e nacquero quelli che oggi sono i big della vendita online: Amazon, eBay e Alibaba.

Da quel momento il commercio elettronico si è evoluto fino alla creazione di piattaforme, marketplace, infrastrutture, negozi di vendita online sempre più curati e indirizzati a rendere le transazioni semplici, sicure e immediate.

Sebbene il concetto di e-commerce possa essere ridotto ad un modello di business formato da tre soli elementi (venditore – shop online – cliente), nella realtà ci sono moltissimi altri fattori da considerare come ad esempio la logistica, il magazzino, la tipologia di merce venduta. Per questo ora ti spiegherò come riconoscere le varie tipologie di e-commerce.

Vendita online diretta e indiretta

Una delle distinzioni principali nel commercio online è quella tra e-commerce diretto e indiretto, perché ha diverse implicazioni dal punto di vista fiscale, normativo e pratico.

L’e-commerce diretto comprende gli store che trattano beni digitali, quindi, immateriali, e lo scambio si svolge totalmente tramite canali telematici.

Nell’e-commerce indiretto, invece, oggetto della compravendita sono i beni fisici, che vengono venduti online ma consegnati utilizzando canali tradizionali.

Inoltre, il confine tra online e off line è sempre più sottile, infatti capitano casi in cui il cliente cerca online per farsi un’idea e poi termina con l’acquisto presso il punto vendita fisico.

Questa categorizzazione è molto utile anche all’interno dei differenti modelli di business con cui si può vendere online:

  • Business to Consumer (B2C): il B2C segue il modello di vendita più consueto in cui l’azienda propone i propri beni o servizi al consumatore finale.
  • Business to Business (B2B): il B2B indica lo scambio di beni e/o servizi tra aziende.

Un elemento ulteriore per definire il tipo di shop che intendi avviare è la gestione del magazzino, che influisce direttamente sui costi, sulla logistica e sulla tua organizzazione.

Hai mai sentito parlare di dropshipping? Molti marketers optano per questa soluzione perché permette di eliminare completamente i costi del magazzino e le incombenze dovute alla logistica. Nel dropshipping, infatti, è il grossista che spedisce al cliente finale e il venditore deve solo trasmettere il suo ordine, occuparsi della vendita e del marketing.

Dopo aver inquadrato meglio la vendita online, vediamo perché le aziende dovrebbero seguire il trend e avviare il proprio shop online.

Perché ti serve avere un e-commerce ottimizzato

Sai perché le persone comprano online? Dalla comodità al risparmio, alla vastità di opzioni disponibili, la febbre dell’e-commerce si diffonde per molte ragioni e un imprenditore lungimirante non può assolutamente ignorare questa situazione.

Negli ultimi due anni, la vendita online ha avuto un forte sviluppo proprio per i vantaggi che offriva ai consumatori costretti a stare in casa, conquistando anche le persone più scettiche. Oggi, nonostante la situazione si sia molto allentata e si possa andare ovunque per fare acquisti, l’abitudine a fare clic per avere un prodotto si è sedimentata e continua ad essere una modalità di acquisto apprezzata.

Se i consumatori sono avvantaggiati dall’e-commerce, è vero che anche i venditori traggono enormi vantaggi dall’aumento delle transazioni online.

Chi ha già un negozio fisico e riesce a integrarlo con il sito e-commerce non fa che aumentare le proprie opportunità di vendita, conquistando una nuova fetta di clienti e offrendo un servizio ulteriore ai clienti già acquisiti.

Mentre, per i commercianti che si occupano esclusivamente di vendita online, vendere prodotti e servizi online ha costi di avvio e gestione molto più bassi rispetto a quelli del negozio fisico, inoltre non comporta gli stessi rischi economici nelle fasi iniziali.

Senza tenere conto che un sito e-commerce permette di raggiungere un mercato potenzialmente enorme (come ti ho detto prima, sono circa 2,14 milioni le persone che comprano online) senza nessun limite geografico.

Insomma un negozio online può vendere a chiunque e in ogni parte del mondo. E per quanto riguarda le tempistiche, le consegne vengono effettuate in tempi rapidi, senza creare attese fastidiose per i clienti.

Un business online, però, può avere successo solo se viene preso sul serio. Il sito e-commerce deve essere ottimizzato, così da avere prestazioni ottimali e offrire una customer experience di qualità.

Cosa significa gestire un e-commerce

Se stai pensando di aprire un e-commerce perché lo fanno tutti o per diventare milionario in poco tempo e, soprattutto, senza sforzi, ti consiglio di rivedere la tua idea. Il commercio elettronico non è un hobby con cui fare soldi. Si tratta di un’attività molto seria che, nel tempo, può essere anche estremamente redditizia. Ma per raggiungere i risultati sperati bisogna conoscere e prendere sul serio tutti gli aspetti che riguardano la vendita online.

Innanzitutto va preso in considerazione il tipo di prodotto/ servizio che intendi vendere.

Se sei un produttore o hai già un negozio fisico, aprire un e-commerce diventa un’evoluzione naturale del tuo business. Ma se devi avviare un’attività ex-novo e stai cercando di comprendere la tipologia di prodotti da proporre, il discorso cambia.

I venditori inesperti si fanno ingannare dai prodotti facili oppure cercano inserire in catalogo qualsiasi tipo di articolo. Un assortimento troppo vasto ma disomogeneo può inficiare la tua brand image e avere ripercussioni sul tuo fatturato.

Gestire un e-commerce vuol dire tenere conto delle spese e non perdere mai di vista gli aspetti finanziari. Per cui vanno vagliati i costi relativi ai prodotti, alla logistica, le spese pubblicitarie e gli investimenti per il marketing, nel rispetto del budget che hai a disposizione.

La logistica è un fattore che richiede la massima attenzione. I tuoi clienti si aspettano diverse opzioni per quanto riguarda le spedizioni, che devono essere puntuali e precise. Per cui dovrai occuparti della scelta del corriere e dell’organizzazione del magazzino, in modo che il flusso sia lineare. 

Cosa serve per aprire un e-commerce

Dall’esterno aprire un sito e-commerce può apparire un’inezia: basta avere uno shop online e iniziare a vendere.

Beh, non è esattamente così. Tra il progetto, l’analisi di mercato e la prima vendita ci sono moltissime fasi che non possono assolutamente essere trascurate.

Vediamoli di seguito.

cosa serve per aprire un ecommerce

Iter burocratico

I siti e-commerce sono soggetti a degli adempimenti fiscali simili a quelli previsti per i negozi fisici, anche se la gestione delle pratiche burocratiche è più snella.

In una prima fase, è obbligatorio aprire la partita IVA ed effettuare l’iscrizione al Registro delle imprese. Inoltre bisogna presentare la comunicazione di inizio attività (la SCIA) al comune di residenza e creare una un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Oltre a questo iter comune per tutti, è necessario anche guardare al singolo caso. Se intendi vendere all’estero è necessaria l’iscrizione al VIES, mentre per gli e-commerce di prodotti alimentari o farmaceutici sono previste ulteriori verifiche.

Nome del dominio

Il nome del dominio permette ai tuoi clienti di riconoscerti e raggiungere il tuo sito facilmente. È fondamentale che sia breve, facile da memorizzare e unico. Nel tempo potresti anche decidere di depositarne il marchio.

Scelta dell’hosting

L’hosting è lo spazio web che ospita il sito e ne determina le performance. Un buon hosting, quindi, deve garantire velocità di caricamento ed essere attivo già da tempo.

Inoltre è meglio che sia scalabile e offra ottime prestazioni anche nel caso che il tuo e-commerce venga ampliato.

Piattaforma

In commercio esistono moltissimi software per la creazione di siti e-commerce e non è facile selezionarne uno senza alcuna esperienza. Per questo motivo ti consiglio di rivolgerti a consulenti esperti in sviluppo che sappiano indicarti la piattaforma più in linea con il tuo progetto.

Sistemi di pagamento

Questo è un punto molto delicato, che necessita di attenzione. Il processore di pagamento deve garantire transazioni sicure e tracciabili in modo che il cliente non abbia nessun tipo di dubbio e non corra rischi.

Inventario e spedizioni

Bisogna decidere come gestire l’inventario e a quale corriere affidare le spedizioni, affinché siano puntuali e non incidano pesantemente sulle spese di gestione.

Il magazzino costituisce un investimento importante che va organizzato al meglio. Puoi anche optare per il dropshipping e lasciare che il magazzino e le spedizioni vengono gestite esclusivamente dal grossista.

Marketing e pubblicità

Nel piano di sviluppo della tua attività vanno incluse anche le strategie di marketing e la pubblicità. Come fai a portare utenti sul tuo shop se nessuno sa che esiste?

Se non vuoi che il tuo investimento sia vano, bisogna creare una strategia di marketing ad hoc che attiri gli utenti e che li convinca ad acquistare i tuoi prodotti. Questa deve comprendere la SEO, la gestione dei social, la creazione di campagne ads, il content marketing, l’email marketing e il referral marketing.

Ma quali sono i costi di tutte queste attività? Te li spiego nel prossimo paragrafo.

Quanto costa aprire un sito e-commerce

Una delle domande che mi viene posta più di frequente è proprio “quanto costa aprire un sito e-commerce?”.  Quando si parla di commercio online, tuttavia, non si possono dare dei prezzi fissi né, tantomeno, proporre siti e-commerce un tanto al chilo.

Ogni progetto è unico e va analizzato in maniera accurata per poterne determinare il prezzo.

Ci sono dei costi fissi che possono essere considerati a priori, come quelli relativi alle pratiche burocratiche. Ma tutto il resto delle spese varia a seconda della tipologia di e-commerce che vuoi realizzare, compresi i costi dell’hosting.

Il primo aspetto da valutare sono le caratteristiche del business. Un sito di vendita online, con un catalogo ristretto o, addirittura, un singolo prodotto, ha costi di sviluppo inferiori rispetto ad un progetto che prevede migliaia di prodotti in catalogo. Tuttavia, promuovere un piccolo brand può richiedere un investimento pubblicitario più cospicuo.

Il software per sviluppare il tuo e-commerce è una delle voci che incide maggiormente sul preventivo. Si può ricorrere sia ad una piattaforma open source, come Woocommerce, Prestashop o Magento o sviluppare un software dedicato. In entrambi i casi, per la stesura del preventivo vanno considerati i plugin aggiuntivi, le personalizzazioni, il tipo di design e gli interventi mirati ad offrire un’esperienza utente ottimale.

Il marketing è una voce di costo che spesso si tende a sottovalutare ma che costituisce una delle attività principali affinché il sito e-commerce abbia successo. Nel budget, quindi, va prevista una sezione dedicata alla promozione del sito, da distribuire tra le campagne a pagamento e gli strumenti per la crescita organica del brand.

La scelta dell’agenzia e-commerce è un altro costo da preventivare. Ingaggiare un team di esperti può aiutarti a individuare le soluzioni più performanti, ottenere notevoli risultati e accelerare i tempi per la messa online del sito.  

Apri il tuo e-commerce e inizia a vendere

Il commercio elettronico offre moltissime opportunità per fare impresa, sia alle aziende che già vendono offline, sia agli imprenditori che intendono approcciarsi a nuove attività.

Come abbiamo visto, avere un sito e-commerce qualsiasi non basta per attirare clienti e iniziare a generare un fatturato con molti zeri. Per ottenere risultati succulenti è necessario avere un progetto ben strutturato e svilupparlo nel migliore dei modi.

Questo significa sbrigare le pratiche burocratiche e affidarsi a consulenti affidabili e competenti nello sviluppo e nella promozione di siti e-commerce.

Il costo per aprire un sito e-commerce non è standard, così come non può esserlo un progetto di successo. Ogni aspetto va valutato tenendo conto dei tuoi obiettivi e di quali sono i passi da fare per raggiungerli.

Se hai bisogno di altri consigli sul tuo progetto di vendita online, contattami per una consulenza. Metterò a tua disposizione la mia esperienza e valuteremo insieme come raggiungere i tuoi obiettivi.

image of Mirko Cuneo

Mirko Cuneo

Aiuto aziende e professionisti a potenziare il proprio business, in modo che possano aumentare i propri guadagni, clienti e la rispettabilità del proprio brand.

Ti serve aiuto? Clicca QUI