Growth Hacking e le strategie di crescita per il tuo business - Mirko Cuneo

Growth Hacking e le strategie di crescita per il tuo business

di Mirko Cuneo

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growth hacking

Il Growth Hacking è un termine affascinante a cui ognuno di noi attribuisce una diversa definizione.

C’è chi lo considera un modo nuovo e curioso di chiamare il marketing e chi invece lo associa alle innovative tecnologie attraverso le quali si pratica.

Ognuno fornisce una propria opinione sull’argomento, ma esiste ancora molta confusione.

Quello del Growth Hacking è un fenomeno nuovo che può fornire un notevole vantaggio competitivo a chi decide di metterlo in atto.

Parte della difficoltà di dare una definizione chiara al Growth Hacking è determinata dal fatto che non si tratta di un insieme di strategie da applicare quanto, piuttosto, di un vero e proprio metodo.

Nonostante sia stato teorizzato nel 2010 da Sean Ellis, un signore di cui faremo la conoscenza tra poco, ancora un decennio dopo rappresenta una grandissima novità di cui le aziende non hanno pienamente compreso il potenziale.

Riesci ad immaginare una teoria che per dieci anni, e sicuramente oltre, riesce a rimanere attuale?

Ecco perché voglio parlarti di ciò che implica per il business il Growth Hacking oggi.

Quando penso a questa strategia mi immagino un’azienda che riesce a crescere velocemente, unendo tutte le capacità del team scelto per portarla al successo. Mi immagino qualcosa di molto simile alla crescita delle start-up.

Questo perché il concetto di Growth Hacking va ben oltre quello delle strategie di web marketing che tutti conosciamo. Si tratta di una metodologia in grado di evolvere velocemente le performance del tuo business.

Il tuo scopo è quello di porre in campo un processo di crescita?

Sei nel posto giusto!

Che si tratti di mantenere clienti già esistenti, o attrarne di nuovi, il tuo unico obiettivo deve essere la crescita.

Scopriamo subito come è nato il Growth Hacking e come si mette in campo.

Che cos’è il Growth Hacking?

Il Growth Hacking è quindi il processo da avviare e sviluppare per far crescere il proprio business.

Chi si occupa di questa disciplina deve provare continuamente nuove tecniche per potersi assicurare una crescita veloce nei momenti in cui lo ritiene indispensabile.

La parte che interessa la disciplina del Growth Hacking è proprio quella del processo. Infatti, i risultati si ottengono solo mediante un procedimento capillare e strutturato.

Riusciamo quindi a trovare una definizione?

Il Growth Hacking è un processo di sperimentazione costituito da tentativi per scoprire qual è la strada più corretta da percorrere per consentire l’aumento dei clienti e delle vendite.

Per questo si parla di processo: è un percorso che si va a costruire passo dopo passo avendo ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Ma quali parti del processo vanno prese in considerazione?

Semplicemente tutte.

Nel Growth Hacking deve essere sfruttato il marketing digitale, lo sviluppo del prodotto, ma anche l’analisi dei dati.

Per ogni segmento della strategia applicata è infatti necessario monitorare i risultati. Questo passaggio fondamentale permette di migliorare le proprie performance in corso d’opera e avere la situazione sempre sotto controllo.

Prima parlavamo di fasi. Partendo dalle strategie di marketing si arriva così fino al momento della vendita vera e propria.

Ogni micro risultato è importante per calibrare l’efficacia delle proprie azioni e per capire quali siano le più performanti.

Dai risultati e dai dati raccolti si può imparare come impostare le azioni di crescita successive.

Esistono tantissimi fattori che possono incidere sulla crescita.

Affinché il Growth Hacking sia efficace, non dobbiamo focalizzarci su un’unica strategia ma creare una tela di svariate opportunità aventi tutte come obiettivo ultimo quello di far crescere il proprio business.

I social media ne sono l’esempio perfetto perché crescono velocemente e in modo esponenziale.

Come nasce il Growth Hacking?

Abbiamo già accennato al fatto che il concetto di Growth Hacking risale al 2010.

sean ellis
Sean Ellis

Il padre di questo concetto è Sean Ellis, a lui dobbiamo attribuire il merito di aver ridisegnato completamente il modo che abbiamo al giorno d’oggi di fare marketing.

La crescita di alcune start-up della Silicon Valley è dovuta proprio al lavoro di Ellis.

Dopo aver coniato il concetto di Growth Hacking, lo ha applicato a diverse grandi aziende che tutti conosciamo e che fanno parte della nostra quotidianità, tra queste possiamo citare Dropbox ed Eventbrite.

Ellis è conosciuto anche per aver fondato Qualaroo, un sistema che consente di ottenere feedback in tempo reale dai clienti e che rappresenta una fonte inesauribile di dati per le aziende, le quali possono capire quali sono i bisogni della clientela, cosa stanno cercando e cosa li spinge ad agire in un determinato modo.

Tra le altre caratteristiche di Sean Ellis, ricordiamo la community Growth Hackers di cui è fondatore e che riunisce al suo interno i professionisti di questa disciplina.

In linea cronologica quindi è nato prima il Growth Hacker rispetto al Growth Hacking.

Il Growth Hacker non nasce come figura sostitutiva dell’esperto di marketing tradizionale, ma contribuisce allo sviluppo aziendale soprattutto nella prima fase in cui il pensiero primario è sempre e solo la crescita.

A questo punto dovrebbe già esserti chiaro un concetto.

Il Growth Hacking non definisce un’unica tecnica in sé e per sé, ma rappresenta un processo di sperimentazione che coinvolge diversi canali di marketing, utilizzato soprattutto dalle start-up.

È una mentalità. È la creazione di sistemi e processi che, attraverso una nuova mentalità, hanno tutti un solo obiettivo.

La crescita.

Ma esaminiamo più nel dettaglio il concetto di percorso.

Il Growth Hacking come processo

Abbiamo già detto che il Growth Hacking non è un risultato ma un processo.

Questo processo deve passare attraverso una serie di esperimenti che consentano di capire quali siano le giuste strategie da applicare per assicurare la crescita aziendale nel più breve tempo possibile e con il mino investimento.

Gli esperimenti, tuttavia, devono possedere delle caratteristiche imprescindibili.

Vediamole subito.

growth hacking come processo

Misurabile

La prima caratteristica degli esperimenti è che devono essere misurabili. Per poter essere misurabile, l’esperimento deve quindi avere una metrica precisa.

Cosa significa?

Per effettuare delle misure quantitative vanno stabilite delle metriche specifiche da usare proprio per la misurazione. La sperimentazione nasce fa un lungo processo di individuazione di queste metriche.

Ripetibile

Un esperimento deve essere altresì ripetibile, ossia deve essere possibile replicare le prove per più volte.

A cosa serve?

Se non fosse possibile replicare un dato processo si arriverebbe ad un risultato un’unica volta, invece è necessario poterlo applicare più e più volte per poter raggiungere più risultati.

Scalabile

L’ultimo requisito che deve avere l’esperimento e, in questo caso il processo, è quello di essere scalabile.

Per poter consentire una veloce crescita il Growth Hacking deve essere scalabile ossia, in base alla necessità, deve poter aumentare o diminuire in base alle necessità che si prende in considerazione.

Cosa significa nella pratica che un business è scalabile?

Il fatto che possa essere ripetuto più e più volte. Un business è scalabile quando lo stesso processo che hai impiegato per la sua creazione può essere replicato 10 o 100 volte ancora. Inoltre, si tratta di un processo in grado di crescere con la crescita del business stesso.

Perché è importante per la tua azienda?

Ora che abbiamo spiegato di cosa si tratta e di come funziona, ti sarà sicuramente sorta una domanda lecita.

Come mai è così importante seguire questo processo?

Partendo dal presupposto che la digital transformation rappresenta il futuro, e lo stesso presente, delle grandi aziende e delle PMI, il Growth Hacking è il futuro del marketing delle aziende digitali.

Questo processo, in tutte le sue fasi, è utile alla sperimentazione di diverse soluzioni per riuscire a capire con quale metodo ottenere il più alto ritorno sugli investimenti (ROI).

Per ottenere una crescita ottimale, vanno perfezionate tutte le fasi della canalizzazione di marketing e di vendita. Ovvero di quel percorso che ti permette di attirare i tuoi potenziali clienti, avvicinarli al tuo brand e poi, uno step dopo l’altro, di portarli fino alla fase di acquisto.

È un lavoro di sperimentazione e analisi.

Tieni a mente che il Growth Hacking è, prima di tutto, un modo di pensare e poi di agire. Lo puoi modellare a seconda delle tue esigenze e delle dimensioni della tua azienda. Se il tuo obiettivo è crescere e sviluppare il tuo business, allora queste strategie fanno al caso tuo.

Anche se hai un’azienda già avviata, prendi spunto dalle start-up per rinfrescare la tua gestione interna e rendere la tua attività più performante e pronta al cambiamento.

Oggi le modalità di consumo sono cambiate, come anche le esigenze dei clienti. Non è un segreto che le innovazioni tecnologiche rendono tutto più veloce e mettono sempre di più alla prova le realtà aziendali che hanno bisogno di rinnovarsi in fretta.

Ecco, questo processo di svecchiamento passa anche dall’uso di nuove modalità per fare business e di gestione della tua organizzazione.

Differenza tra Growth Hacking e Marketing tradizionale

Innanzitutto, partiamo dal presupposto che il Growth Hacking è marketing. Ma non il marketing tradizionale, quanto più una sua evoluzione.

In un certo senso potremmo considerare le strategie di Growth Hacking come il marketing del futuro e sempre più del presente.

Nel marketing tradizionale, gli esperti si occupano soprattutto di concentrare l’attenzione su strategie pubblicitarie o di branding offline. Queste però sono estremamente costose e non tutte le aziende se le possono permettere in modo da essere competitive.

Il web, invece, permette differenti benefici: ogni cosa che fai su Internet è misurabile, quindi puoi tenere d’occhio investimenti e ritorni. Inoltre, puoi conoscere maggiori informazioni sui tuoi potenziali clienti e indirizzare direttamente a loro le tue pubblicità online mirate.

Questo è molto utile per gestire al meglio il tuo budget e sapere se le scelte che hai preso funzionano oppure no. In questo secondo caso, niente paura, perché se tieni monitorata tutta la tua situazione puoi modificare le tue campagne pubblicitarie e renderle migliori.

In questo caso migliori significa che devono portarti i risultati che desideri.

Il Growth Hacker è abituato a lavorare anche con budget ridotti, per questo deve ingegnarsi nei modi più disparati per far crescere la propria attività senza fare affidamento a particolari possibilità di investimento monetario.

Ogni azione ha un fine ben preciso, ovvero quello della crescita. Quando si parla di Growth Hacking si parla di processi strategici e attività che vengono messe in atto senza perdere tempo e che servono a portare risultati concreti.

Facciamo un passo avanti a parliamo del funnel dei pirati.

Adesso penserai “Mirko, ma che cosa stai dicendo? Non siamo sul set di un film”. Ma io non sto scherzando e adesso ti dico le 5 fasi di cui si compone questo funnel: Acquisition, Activation, Retention, Revenue, Referral.

growth hacking e il funnel dei pirati

Il Funnel dei Pirati A.A.R.R.R.

I professionisti del Growth Hacking utilizzano uno schema concettuale, conosciuto anche come Funnel dei Pirati, per progettare al meglio il loro piano operativo di crescita. Questo framework è suddiviso in 5 fasi principali ognuna delle quali si contraddistingue per una serie di metriche utili al monitoraggio dell’andamento del progetto.

Il Growth Hacking è un tipo di web marketing basato sull’analisi dei dati e sui risultati degli esperimenti.

Affinché il funnel funzioni al meglio dovrebbe essere ottimizzato in tutte le sue 5 fasi, che vediamo più approfonditamente qui di seguito.

La prima fase: Acquisition

Durante l’Acquisition, prima fase del Funnel dei Pirati, si instaura il primo contatto con gli utenti. Ovvero, rappresenta quel momento in cui le persone approdano sul tuo sito web, o landing page e si interessano al tuo prodotto o servizio. Ci sono vari modi per riuscire a portare i visitatori proprio sulla tua pagina:

  • SEO
  • SEM
  • Social advertising
  • DEM
  • Applicazioni mobile
  • Passaparola

Ognuna di queste tipologie di crescita funziona ma bisogna saper scegliere quella più adatta al proprio business.

La seconda fase: Activation

La fase di Activation inizia proprio nel momento in cui i visitatori hanno fatto un passo verso di te o il tuo prodotto e sono diventati tuoi utenti. Adesso non lasciarli scappare!

Invogliali, per esempio, a compilare un form lasciandoti nome, cognome e email per essere ricontattati o per ricevere ulteriori informazioni.

Per aumentare le tue conversioni devi riuscire a convincere gli utenti a lasciarti i loro dati.

Una modalità potrebbe essere la semplificazione del form di contatto. Se il processo di registrazione al sito o alla newsletter risulta eccessivamente macchinoso saranno molto più propensi a lasciare la pagina senza completare alcuna azione.

È inutile portare molti utenti sul tuo sito web se poi questi lo abbandonano senza aver compiuto alcuna azione utile.

La terza fase: Retention

Nel momento in cui un visitatore è diventato un tuo utente e magari anche un tuo cliente, entra in giorno la Retention.

In questa terza ed importante fase del funnel del Growth Hacking, il tuo impegno diventa puntare al ritorno dei tuoi utenti sul tuo sito o sull’app. Insomma, è così difficile acquisire clienti che nel momento in cui ci si riesce ti consiglio di non rendere vani i tuoi sforzi.

È indispensabile attirare sempre clienti nuovi ma lo è altrettanto riuscire a mantenere quelli già acquisiti, solo in questo modo si può aspirare ad una effettiva crescita aziendale.

La fidelizzazione dei clienti già esistenti è la strada più breve e veloce verso il successo.

I clienti che hanno già acconsentito ad acquistare il tuo prodotto saranno, probabilmente, più propensi a ripetere l’azione.

La quarta fase: Revenue

Nella fase di Revenue lo scopo principale è quello di generare profitto da tutto il lavoro fatto.

Per ogni business l’obiettivo finale è necessariamente la generazione di utili, quindi uno degli scopi di questo processo di marketing è portare i clienti verso un upgrade.

Una variabile importante da tenere in considerazione è che i clienti hanno differenti disponibilità economiche. Quindi, per non rischiare di perderli, è necessario proporre loro delle offerte adeguate alle loro esigenze e alle loro risorse.

Per incrementare ulteriormente i ricavi, sarà possibile attuare un piano che preveda funzionalità di vendita avanzate come up-sellingcross-selling subscription. In un solo termine: consequence selling.

La quinta fase: Referral

Siamo giunti all’ultima fase ma non per questo la meno importante, il Referral. In realtà un’attività potrebbe anche basarsi sulle prime quattro fasi del funnel del Growth Hacking, ma se il desiderio è la crescita esponenziale devi puntare ad essere virale.

A discapito di tutte le più innovative strategie di marketing, il canale che rimane sempre il più efficiente è il caro e vecchio “passaparola”.

Possono cambiare gli strumenti, le modalità, le tempistiche e i luoghi in cui avviene, ma se un prodotto o un servizio ti viene consigliato da un amico, un parente o anche solo qualcuno che l’ha provato prima di te, la tua propensione all’acquisto di quel prodotto aumenta notevolmente.

Nell’era del digitale i meccanismi più popolari per implementare le tattiche di Referral sono:

  • Invita un amico
  • Codici promozionali
  • Link di affiliazione

Non c’è una metodologia che funziona in assoluto meglio delle altre, ma per ogni caso specifico potrebbe essere maggiormente adeguato un metodo diverso. Puoi anche provarne più di uno e vedere quello che fa al caso tuo.

Casi studio sul Growth Hacking

Come accennato prima, Sean Ellis è stato una figura basilare per tantissimi colossi imprenditoriali.

Per questo possiamo prenderli come esempi per spiegare le enormi potenzialità del Growth Hacking.

Instagram

growth hacking - instagram

Non possiamo non partire citando uno dei social media più amati ed utilizzati.

Instagram, all’inizio della sua storia, ha avuto dei seri problemi a costruire il proprio pubblico partendo da zero.

Inizialmente, per risolvere il problema, l’azienda si è basata su una strategia di cross-posting, ossia utilizzava lo stesso contenuto non solo sulla piattaforma di Instagram ma anche su altre piattaforme che avevano già una consistente base di utenti come, per esempio, Facebook.

Dropbox

growth hacking - dropbox

Per quanto riguarda un altro noto caso di perfetta applicazione di Growth Hacking, dobbiamo citare Dropbox.

La piattaforma è passata dall’essere utilizzata da 100.000 persone a raggiungere milioni di utenti. Una crescita così esponenziale e veloce sarebbe stata impossibile da raggiungere con il marketing tradizionale.

La strategia che ha utilizzato Ellis per Dropbox è stata quella di incoraggiare gli utenti ad invitare amici ad utilizzare la piattaforma.

Oggi questa pratica è consolidata, ma all’epoca non era un ragionamento così scontato.

Da questo caso abbiamo infatti visto la nascita del referral marketing.

Hotmail

growth hacking - hotmail

Tra i colossi citiamo anche il caso di Hotmail.

Sai com’è nata Hotmail?

Due amici volevano comunicare ma non avevano più intenzione di utilizzare la posta aziendale ed hanno quindi deciso di creare una posta elettronica personale.

A cosa deve la sua rapida ascesa?

All’interno delle email ha inserito la dicitura con la propria firma, così questa sarebbe apparsa nei messaggi di tutti gli utilizzatori e avrebbe portato con sé il nome dell’azienda per farla conoscere a tante altre persone.

Airbnb

growth hacking - airbnb

L’ultimo grande caso di scalpore è stato quello di Airbnb, il celebre sito di prenotazione Bed&Breakfast.

All’inizio della sua carriera Airbnb vedeva come principale competitor Craiglist, che era la più grande piattaforma di annunci prima dell’avvento dei social media.

Tuttavia quella enorme piattaforma aveva una falla, si poteva prenotare anche senza dover necessariamente passare attraverso di loro.

Airbnb ha sfruttato questo punto debole per reindirizzare il traffico degli utenti, interessati all’acquisto, sulla sua piattaforma affinché prenotassero lì.

Quali sono le caratteristiche del Growth Hacker?

È nato prima il Growth Hacker del Growth Hacking? Questo è un concetto che abbiamo dato per assodato.

Ma ora ti starai chiedendo: chi è il Growth Hacker?

La domanda è molto più intelligente di quello che potrebbe sembrare perché non esiste una vera e propria definizione che calzi su questa persona.

Come mai? Semplicemente perché esistono diversi tipi di Growth Hacker.

In generale, possiamo dire che questa persona sia un professionista che abbia votato il proprio lavoro esclusivamente alla crescita.

Quindi, ci troviamo di fronte ad un’evoluzione dei classici marketer. Un Growth Hacker è un esperto di marketing che si concentra solo ed esclusivamente sulla crescita dell’azienda che ha preso in carico.

Ma continuiamo a definirne le caratteristiche. Si tratta di una persona estremamente analitica. L’analisi è fondamentale perché il Growth Hacking è un processo costituito da sperimentazioni e nella sperimentazione un passaggio imprescindibile è proprio quello dell’analisi.

Questa passione smisurata per le analisi consente al professionista di perfezionare il procedimento, arrivare prima alla crescita e, cosa ancora più importante, gli consente di renderlo ripetibile.

Ma non devi pensare che i Growth Hacker siano persone fredde e analitiche. Tutt’altro. A questa loro predisposizione aggiungono anche una buona dose di psicologia e una spruzzata di creatività per riuscire a prevedere strade alternative che intercettino le esigenze e i comportamenti degli utenti.

Inoltre, il Growth Hacker è colui che riesce a concentrarsi per lunghi periodi di tempo solo ed esclusivamente sulla crescita, tagliando fuori tutto il resto.

Questi sono i tratti distintivi dei professionisti che stiamo analizzando, ora parliamo delle diverse tipologie di Growth Hacker che puoi trovare.

caratteristiche del growth hacker
Le caratteristiche del Growth Hacker

Growth Hacker Geniale

La definizione di hacker descrive individui più intelligenti, originali e creativi della media.

Sono coloro in grado di utilizzare qualsiasi cosa a loro disposizione per trovare una soluzione spesso sottovalutata da altri.

MacGyver sarebbe potuto essere un perfetto hacker!

La stessa descrizione può essere utilizzata per indicare i Growth Hackers in quanto, anche loro, hanno bisogno di impegnarsi per il raggiungimento della crescita.

Software Hacker

In questo caso la parola Hacker viene spesso utilizzata per fare riferimento a ingegneri software.

Il Growth Hacker, invece, può anche non essere un programmatore, ma utilizzare lo stesso soluzioni digitali per raggiungere i propri obiettivi attraverso software, database, API e strumenti vari.

Ovviamente essere un programmatore può aiutare, ma non è un requisito indispensabile.

Una delle skill che viene richiesta al Growth Hacker, tuttavia, è quella di essere in grado di coordinare team di programmatori.

Hacker Criminale

Nell’ambito criminale, la parola Hacker viene utilizzata per descrivere chi ottiene accessi non autorizzati ad alcuni sistemi.

Attenzione!

Il Growth Hacker non è assolutamente da confondere con questa figura perché non commette azioni illegali, si spinge semplicemente oltre i limiti per il raggiungimento della crescita.

A differenza di un normale hacker, cercherà di trarre vantaggio da diverse situazioni o strumenti digitali prima di chiunque altro: per esempio, quando una piattaforma social rilascia un API, cercherà di sfruttarla per guadagnare utenti prima che lo faccia qualcun altro.

Come sfruttare il Growth Hacking per la tua crescita aziendale?

Partendo dal presupposto che la Digital Transformation è sia il futuro che il presente delle grandi aziende e delle PMI, il Growth Hacking rappresenta il futuro del marketing delle aziende digitali.

Questo processo, in tutte le sue fasi, è utile alla sperimentazione di diverse soluzioni per riuscire a capire con quale metodo si ottiene il più alto ritorno sugli investimenti (ROI).

Oggi non basta saper utilizzare bene i social media o essere dei veri strateghi quando si tratta di marketing. È necessario rompere tutti gli schemi della tradizione per farsi notare dagli utenti!

Il vero segreto per una veloce e costante crescita aziendale è riuscire a creare nelle persone quel senso di “WOW”.

Come si fa? Partiamo con un esempio.

L’azienda Apple è probabilmente quella che, più di tutte, cerca di stupire in continuazione il consumatore finale. Lo fa attraverso i prodotti, i lanci e il messaggio con cui li accompagna.

Apple sa bene quanto valore abbia quel WOW nella vita delle persone. Grazie ai suoi prodotti le fa sentire creative, speciali, migliori.

Questo è il motivo per cui gli amanti dei device creati dall’azienda seguono i lanci LIVE, trascorrono ore ed ore davanti agli store in attesa dell’apertura e accettano di spendere grandi cifre pur di avere un dispositivo Apple tra le mani.

Come creare l’effetto “WOW”

Ciò che devono fare oggi le aziende è liberare il potenziale che si cela in quei momenti WOW che ancora non sono stati sfruttati.

Come farlo? Con il Growth Hacking.

Per far crescere la tua azienda hai bisogno di più persone e ottieni la loro attenzione se riesci a stupirle.

Inoltre, creare questa sensazione nei loro animi non solo ti permette di attarle, ma anche di fidelizzarle. Questo concetto è fondamentale per mantenere la tua crescita costante nel tempo.

L’esempio che ho fatto di Apple è quello più emblematico, tuttavia ricorda che un momento unico può essere creato anche con piccoli dettagli. Non necessariamente deve trattarsi di qualcosa di costoso e quasi irraggiungibile.

Il Growth Hacking è quel processo che unisce la strategia alla creatività e alla psicologia, dunque è la strada giusta per tutte le aziende che desiderano rendersi indimenticabili agli occhi del proprio pubblico.

growth hacking e i pilastri della crescita
I pilastri della crescita

I 5 pilastri per la tua strategia di crescita

Il concetto di Growth Hacking, nonostante sia ancora particolarmente attuale, è evoluto nel corso degli anni. Analizziamo gli elementi cardine che lo costituiscono oggi:

  1. Vendite: il reparto più importante di ogni azienda è quello composto dal team di vendita perché i tuoi prodotti o servizi devono essere venduti al giusto target di riferimento per soddisfare le sue esigenze aumentando il tuo profitto.
  2. Marketing: a stretto contatto con i venditori deve lavorare il team di marketing, il quale ha il compito di raccontare il tuo brand e stringere rapporti duraturi con i clienti.
  3.  Servizio: i clienti sono la risorsa più importante per la tua azienda, questo significa che devi occuparti di loro durante tutto il percorso di acquisto fino al post vendita.
  4. Persone: non solo i clienti ma anche tutti i tuoi collaboratori sono fondamentali per creare un’immagine impeccabile e un clima positivo per l’azienda; incentivali e aiutali a svolgere al meglio il proprio lavoro.
  5. Tecnologia: gli strumenti digitali utilizzati all’interno dell’azienda non sono mai stati così importanti come oggi per riuscire ad ottimizzare il lavoro di tutta la squadra e massimizzare i profitti.

Ciascuno di questi ambiti deve lavorare in sinergia affinché il processo scorra fluido verso la crescita aziendale.

Consigli utili da tenere in considerazione

Sai qual è la prima cosa da fare per assicurare una buona riuscita al tuo progetto? Studiare un piano d’azione.

Questa è il passo più importante da fare nel momento in cui decidi di implementare il Growth Hacking all’interno della tua azienda.

Come si costruisce la strategia? Tenendo in considerazione alcuni punti chiave fondamentali:

  • Svolgi un’analisi preliminare: per ogni progetto aziendale che inizi devi avere ben chiari il mercato all’interno del quale operi e il tuo target di riferimento perché ciò che fa il Growth Hacker è unire il marketing più tecnico con il prodotto, e questo deve essere conosciuto a fondo.
  • Lavora ad una fase sola per volta: il funnel di cui abbiamo ampiamente discusso prima è composto da diverse fasi ed uno dei più grandi errori che puoi commettere è quello di lavorare a più fasi contemporaneamente. Ricorda che solo dopo averne terminata una in modo soddisfacente, puoi dedicarti a quella successiva.
  • Stanzia un discreto budget per l’attività: aspettarsi dei risultati dal Growth Hacking senza essere disposto a fare il giusto investimento è un bel sogno ma è molto lontano dalla realtà. Ogni progetto ha bisogno di un investimento iniziale.
  • Analizza tutti i dati raccolti: non mi stancherò mai di sottolineare l’estrema importanza dell’analisi di tutti i dati che vengono acquisiti grazie alle attività di sperimentazione. Saltare questo importantissimo passaggio compromette tutto il processo.
  • I risultati arrivano sul lungo periodo: è vero che il Growth Hacking è il metodo più adatto per far ottenere all’azienda una veloce crescita, tuttavia sono molte le sperimentazioni da fare e i tentativi da mettere in atto. Tutto ciò richiede tempo e pazienza per vedere risultati solidi e costanti nel prossimo futuro.

Metodi e strumenti per la crescita del tuo business

Ora conosci meglio il Growth Hacking, sai da quali elementi è composto, come lavora un funnel e quali sono i benefici che può garantire alla tua azienda.

Ma quali sono gli strumenti a cui puoi ricorrere per realizzarlo? Nel panorama odierno esistono così tanti canali che devi essere sicuro di scegliere quelli giusti prima di metterti all’opera.

Ecco ciò su cui ti consiglio di concentrarti:

  • Social Media: i tuoi utenti passano gran parte del loro tempo sui social network ed è tuo preciso dovere prenderli in considerazione. Attraverso una strategia di Content Marketing devi pubblicare contenuti che sappiano stupirli (ricordi l’effetto WOW di cui parlavamo?). Non importa che sia su Facebook o sull’ultimo arrivato Tik Tok. Devi essere anche tu nel luogo in cui si trova il tuo pubblico.
  • Ottimizzazione SEO: anche se stiamo parlando di Growth Hacking, il marketing non ci abbandona mai. Per far sì che gli utenti riescano a trovarti, devi posizionarti nella prima pagina dei risultati di Google e questo è possibile applicando le tecniche della SEO (Search Engine Optimization).
  • Comunicazione via e-mail: tra tutti i canali di marketing che puoi sfruttare, l’e-mail rimane sempre il gancio più intimo e diretto che possiedi con i tuoi clienti. Utilizza questo canale per influenzare le loro decisioni di acquisto.
  • Pubblicità online: nonostante il posizionamento e la crescita organica siano importanti, in un processo che deve portare velocemente un business al successo deve essere presa in considerazione anche la pubblicità online a pagamento. Sicuramente ti richiede un investimento in più, però ti consente anche di colpire nell’immediato il pubblico giusto.
growth hacking - libri

Libri sul Growth Hacking

Un imprenditore non ha mai finito di imparare.

Prima di mettere le mani in pasta sul campo, ti consiglio di approfondire la tua conoscenza del Growth Hacking attraverso dei libri illuminanti.

Grazie a queste letture puoi comprendere meglio sia la parte teorica che studiare dei casi pratici in grado di dimostrarti tutte le applicazioni che questo metodo può avere.

Ecco una bibliografia essenziale:

Conclusione

La conclusione è che non ci sono conclusioni. Il Growth Hacking si basa su modelli, framework e metodologie, ma nella pratica è fatto di tentativi, sperimentazioni e adattamenti. È un processo che potenzialmente non si esaurisce mai perché c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire o qualche altra strada da provare.

Il Growth Hacker per certi versi è un artista in quanto riesce a concepire nuovi modi di agire e risolvere i problemi. Dall’altra parte è anche un tecnico e un matematico che definisce e sperimenta strategie ad hoc per determinate attività. È una figura ibrida che vanta una molteplicità di competenze, dalla mentalità creativa alla capacità di programmazione.

Voglio concludere dicendoti di metterti in gioco e di provare. Se vuoi far crescere il tuo business, contattami per una consulenza e insieme decideremo quali sono le strategie che fanno al caso tuo.

Prima di salutarti vorrei dirti ancora una cosa: la crescita è possibile e il momento migliore per affrontare le tue sfide è adesso!

Da cosa vorresti iniziare? Scrivimi nei commenti, ne discuteremo insieme per trovare le soluzioni su misura per te.

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Mirko Cuneo

Imprenditore e leader digitale, formatore e CEO di Nextre Engineering. Aiuta gli imprenditori a potenziare il proprio business attraverso co...

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