Psicologia del Cambiamento: le 6 fasi per modificare davvero il tuo comportamento

Il cambiamento è parte integrante della vita di ognuno di noi. Tutto cambia perché cresciamo, ci modifichiamo, subiamo delle trasformazioni psicologiche, fisiche, del nostro io interiore e delle situazioni esterne.

Insomma, il cambiamento per gli esseri umani è all’ordine del giorno. Eppure, concorderai con me quando dico che ogni maledetto cambiamento è difficile da affrontare e da sostenere nel tempo.

Ogni volta che avviene una frattura rispetto alla situazione a cui siamo abituati dobbiamo fare una fatica enorme per riuscire a ritrovare il nostro equilibrio. Il cambiamento ci destabilizza, ci fa perdere i punti di riferimento e la terra ferma sotto ai piedi.

Lo stesso trauma avviene quando siamo noi stessi a decidere autonomamente di avere bisogno di una svolta nella nostra vita. In questo caso dobbiamo anche sopportare il “peso” di aver preso la decisione di metterci in gioco e capiamo che il gioco che abbiamo scelto non è poi così divertente.

Effettuare un cambiamento che sia anche duraturo nel tempo richiede un importante sforzo psicologico ed emotivo. Non è mai un processo semplice da affrontare e implica un impegno di tempo e forza di volontà.

  • Ma perché è così difficile?
  • C’è un modo per affrontare il cambiamento con successo?
  • Posso cambiare il mio mindset in modo meno traumatico?
  • C’è una pozione magica che mi permette di mangiare tutto quello che voglio ma senza ingrassare?

Se anche tu, come me, ti sei posto o ancora ti poni queste domande, continua la lettura. Voglio condividere con te il mio pensiero sulla psicologia del cambiamento e parlarti delle 6 fasi che affronti ogni volta che il cambiamento si insinua nella tua vita.

Psicologia del cambiamento: come iniziare a trasformare il tuo comportamento

Voglio citare una famosa frase di un grande scrittore, Ernest Hemingway, che per me è stata di grande ispirazione:

“Oggi non è che un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi.”

Io trovo che in queste semplici parole ci sia racchiuso il motivo intimo per cui dobbiamo affrontare il cambiamento se non siamo soddisfatti della nostra vita.

A parole mie ti dico: la vita è questa. Ovvero, banalmente ma magnificamente quello che vivi ogni giorno. Perciò non essere sempre in attesa di quello che verrà, se verrà, perché il momento migliore per “essere” è proprio questo.

Il cambiamento fa paura perché ci porta a confrontarci con noi stessi che siamo i nostri più severi giudici e, il più delle volte, con le nostre mancanze. Sicuramente non fa piacere rendersi conto che qualcosa non va, che non siamo poi così perfetti e che abbiamo bisogno di dare una svolta alle nostre abitudini.

Ma è proprio questa la crescita. Non basta farsi grandi, cambiare i vestiti e le scarpe. La maggiore crescita per affrontare la vita deve venire ad un livello più profondo, deve avvenire dentro di noi.

E accidenti quanto è complicato!

Ma per fortuna c’è chi ha studiato la psicologia del cambiamento e può darci una mano.

Perciò, prima di dirti le 6 fasi che passi per il cambiamento del tuo comportamento, voglio accennarti quello che è conosciuto come ciclo emotivo del cambiamento. Continua a leggere perché qualsiasi sia la metamorfosi che vuoi affrontare devi prima conoscere da dove parti e cosa ti aspetta.

Il ciclo emotivo del cambiamento

Hai mai sentito parlare del ciclo emotivo del cambiamento? È stato descritto per la prima volta nel 1979 da Don Kelley e Daryl Conner. Questi due ricercatori si sono accorti che le persone si trovano ad affrontare queste 5 fasi nel processo di cambiamento:

  1. Ottimismo ingiustificato
  2. Pessimismo giustificato
  3. Realismo
  4. Ottimismo giustificato
  5. Conclusione del ciclo

Vediamo adesso brevemente ognuna di queste fasi.

psicologia del cambiamento
Psicologia del cambiamento: Il ciclo emotivo del cambiamento

1. Ottimismo ingiustificato

Te lo spiego con un semplice esempio.

Ti sarai sicuramente trovato all’inizio di un nuovo percorso per raggiungere un obiettivo. E avrai sicuramente provato quell’entusiasmo che contraddistingue ogni nuovo inizio. Non sapevi nemmeno da dove veniva tutta quella carica, probabilmente dalla novità che si era intromessa nel tuo quotidiano.

Bene, quell’emozione che accompagna ogni principio di cambiamento è proprio l’ottimismo ingiustificato.

Insomma, non hai ancora cambiato nulla nella tua vita, sei ancora esattamente lo stesso di prima che partorissi l’idea di metterti a dieta o di iniziare un corso per migliorare il tuo inglese.

Eppure la sensazione di entusiasmo la senti forte e chiara.

Ma non ci vorrà molto prima che tutto questo finisca per passare alla fase successiva.

2. Pessimismo giustificato

Ehi! L’hai sentito anche tu questo tonfo? Non guardarti intorno, sei stato proprio tu a causare questo doloroso rumore, succede ogni volta che avviene lo scontro con la dura realtà.

Lo so che conosci benissimo quello di cui sto parlando. Sono le difficoltà che non tardano ad arrivare ogni volta che intraprendiamo un percorso di cambiamento. Sono i biscotti così croccanti, sono le parole straniere così oscure, sono gli ostacoli che troviamo lungo il cammino e che provocano una desolante frustrazione.

Dopo avere preso un impegno avrai pensato anche tu almeno una volta “Ma chi me lo ha fatto fare?” oppure “Tanto questo sforzo non serve a niente” o ancora “Ok oggi è andata così, ma giuro che domani lo faccio”.

Questi pensieri sono vero e proprio veleno che non fanno altro che sbatterci nella procrastinazione e nel nostro intimo abisso di disperazione.

Scusa la tragicità, ma ci vuole davvero un attimo per mollare il colpo e passare dalla parte dei perdenti.

È proprio da questa situazione che devi tirarti fuori per progredire nel tuo percorso di cambiamento.

Come?

Sicuramente con grande forza di volontà e una visione chiara di ciò che vuoi raggiungere. Devi avere una motivazione solida e devi trovarla dentro di te per riuscire a cambiare il tuo comportamento senza arrenderti.

Però poi ci vuole anche qualcos’altro.

3. Realismo

Questa è una fase che ti devi guadagnare. Al realismo ci arrivi con tempo e fatica perché prima devi riuscire a uscire dalla bolla dell’abisso di disperazione in cui molti si arenano.

Non fare parte anche tu di quelle persone che abbandonano davanti alle prime difficoltà. Se le guardi tutte insieme fanno paura, lo so bene, e sembrano montagne invalicabili. Allora riduci la tua prospettiva e guarda semplicemente al passo successivo e poi a quello dopo e a quello dopo ancora.

Ogni piccolo traguardo inizia a portarti sempre più vicino al tuo obiettivo e più strada fai più ti avvicini alla fase numero quattro.

4. Ottimismo giustificato

Ecco che iniziano ad arrivare le prime gratificazioni e, finalmente, torni a sentire un po’ di quell’energia che avevi proprio prima di iniziare. La sostanziale differenza è che adesso hai davvero una motivazione per sentirti così carico.

Non sei più lo stesso di prima, ma hai aggiunto valore alla tua persona. Hai intrapreso un percorso, lo hai portato avanti, non ti sei arreso e ora puoi iniziare a festeggiare le prime vittorie.

E non ti dimenticare di concederti delle gratificazioni, se te lo meriti. Anche questo è un valido incentivo al proprio cambiamento e ti mette in condizioni psicologiche più favorevoli per continuare a progredire.

5. Conclusione del ciclo

Il ciclo si conclude nel momento in cui interiorizzi il cambiamento che diventa parte di te, una tua nuova abitudine.

Allora adesso cosa devi fare?

Continua sulla retta via, fai attenzione alle ricadute nelle vecchie abitudini e diventa un esempio per gli altri che vogliono raggiungere il tuo stesso risultato. Infatti, aiutare qualcun altro sarà per te un modo efficace per consolidare la tua nuova condizione.

Certo, poi non devi arrestare il tuo processo di crescita, ma provare ulteriori tecniche e trovare modi per rimanere motivato per ogni nuova sfida.

Comprendere gli stadi del cambiamento e i modi per lavorare attraverso ogni fase ti aiuta a raggiungere i tuoi obiettivi.

Perciò adesso ti voglio parlare del Modello TransTeorico del cambiamento, utile per affrontare più prontamente le cinque fasi di cui ti ho appena parlato.

Psicologia del cambiamento: il Modello TransTeorico del cambiamento

Questo modello dimostra che il cambiamento è raramente facile e spesso richiede una graduale progressione di piccoli passi verso un obiettivo più grande.

È stato introdotto alla fine degli anni ’70 dai ricercatori James Prochaska e Carlo DiClemente che studiavano dei modi per aiutare le persone a smettere di fumare.

In questo modello il cambiamento avviene gradualmente, le persone sono resistenti nelle prime fasi, ricadono negli errori, ma alla fine sviluppano un approccio pro-attivo.

Vediamo subito queste ulteriori 6 fasi del cambiamento.

psicologia del cambiamento
Il modello TransTeorico del cambiamento

Fase 1: pre-contemplazione

Questa fase è, in un certo senso, lo stato primordiale del cambiamento, ovvero le persone ancora non lo hanno preso in considerazione. Anzi, la reazione è di rifiuto e probabilmente non si rendono nemmeno conto di dover affrontare un cambiamento.

Sei mai stato in questa fase? Tranquillo, succede a tutti ma è importante uscire perché è un atteggiamento dannoso e controproducente.

Fase 2: contemplazione

Ecco che inizia ad affluire la consapevolezza dei benefici che si possono ottenere effettuando un cambiamento. Ma non si è ancora del tutto sicuri e si cerca di non pensarci proprio per evitare di correre il rischio di intraprendere un percorso faticoso.

Alcune persone non escono mai da questa fase di contemplazione e fanno come gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia.

Fase 3: preparazione

Se riesci a superare la fase due entri subito in quella di preparazione in cui inizi a fare dei piccoli passi che ti preparano, appunto, al tuo prossimo cambiamento.

Un esempio facile facile per capirci. Mettiamo che vuoi perdere peso, allora la fase di preparazione potrebbe prevedere l’acquisto di un libro sull’alimentazione e l’assunzione di cibi con un più basso contenuto calorico.

Pensando a questa fase mi viene in mente un bimbo di neanche un anno di età che sente lo stimolo di iniziare a camminare. Allora si aggrappa a tutte le cose a cui arriva proprio per riuscire ad infilare un paio di passi uno dopo l’altro prima di ricadere a terra.

Quindi, per la fase di preparazione puoi trovare anche un aiuto esterno che ti indirizzi verso la direzione giusta. Nel caso del bambino saranno le mani sicure dei genitori che lo sorreggono insegnandogli come fare e offrendogli incoraggiamento.

Fase 4: azione

È arrivato il momento di agire concretamente per raggiungere i tuoi obiettivi. Non bastano più i piccoli tentativi, è arrivata l’ora di prendere misure più drastiche.

Quindi, se devi perdere peso vai da un nutrizionista e iscriviti in palestra. Inizia a fare dei veri e consapevoli sforzi per passare dalla tua condizione attuale a quello che vuoi ottenere.

Trova il momento per premiarti per ogni piccola vittoria, questo ti darà molta più motivazione per continuare il tuo percorso verso il cambiamento.

Fase 5: mantenimento

La fase di mantenimento del modello degli stadi di cambiamento comporta il successo di evitare comportamenti precedenti e il mantenimento di nuovi comportamenti.

In questa fase diventerai più certo delle tue capacità e capirai per davvero che puoi benissimo mantenere i tuoi risultati senza tornare alla situazione precedente.

Ma anche le battute di arresto fanno parte della crescita.

Fase 6: le recidive

Ricadere in vecchi comportamenti è comune durante ogni percorso di cambiamento. Se ti succede potresti provare insoddisfazione, delusione verso te stesso e frustrazione.

Ma non lasciare che vincano questi sentimenti. Il successo non è fatto solo di vittorie, ma implica saper imparare dai propri errori. Quindi ricomincia dalle fasi precedenti e riprendi fieramente il tuo percorso.

Considera bene le motivazioni che ti hanno spinto a cambiare, rinnovale dentro di te e rimettiti in cammino verso il tuo obiettivo.

I punti importanti che ti devi tenere a mente sulla psicologia del cambiamento

Partendo dal presupposto che il cambiamento provoca in ognuno di noi un trauma, affrontalo a testa alta se vuoi ottenere di più dalla tua vita.

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e mi auguro di averti trasmesso almeno un po’ di quello che è stato per me venire a conoscenza della psicologia del cambiamento.

Ho parlato di molte cose in questo articolo, ognuna delle quali avrebbe bisogno di una trattazione specifica per essere approfondita.

Perciò voglio lasciarti con dei punti chiave che io ritengo fondamentali.

  • Se vuoi cambiare la tua condizione prima guarda attentamente a che punti ti trovi, fissa l’obiettivo a cui vuoi arrivare e disegna il tragitto migliore per giungervi.
  • Dai già per scontato che ti scontrerai con delle delusioni che ti faranno sentire inadeguato, ma non mollare di fronte ad esse, guarda oltre e fai un passo alla volta.
  • Festeggia ogni piccola vittoria che ottieni, questo ti darà la carica per andare avanti.
  • Ricorda che sei un essere umano, credo che ci abbiano creati appositamente per fare degli errori, ma tu cerca di imparare da essi e fare meglio.
  • Poniti sempre dei nuovi obiettivi, lavora sodo per realizzarli e goditi ogni momento perché la tua vita è adesso.

Se sei arrivato fino a questo punto del mio lungo articolo ti dico grazie e ti invito a contattarmi se vuoi che ne parliamo direttamente insieme.


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